?

Log in

No account? Create an account

Previous Entry | Next Entry

POTC2 PREMIERE REPORT BY belda_bb PART TWO

Vorrei che lor signori si soffermassero, durante la lettura della seconda parte del report, sui deliziosi nomignoli coniati dalla nostra effervescente autrice per il Ladro di Sberle e gli adorabili appellativi con i quali apostrofa le indomite sostenitrici dell'eclettico Johnny Deep, due esempi dell' incontenibile talento narrativo di belda_bb.


“SHAKE! SHAKE! SHAKE! BANANA!”

Quindi ci diamo la buonanotte, ci mettiamo a letto e si capisce subito che la Betta c’ha il benedetto…non si riesce a farle chiudere la bocca, è un vomitare continuo di maialate che se la sentissero alla redazione di Play Boy l’assumerebbero subito.
Io e la Raffie volevamo dormire ma non c’era verso.
Avevamo paura che, una volta crollate sfinite, al nostro risveglio avremo sentito la Sandra “…poi, con il braccio…” come se non avesse mai smesso di parlare dalla sera prima.
Il giorno dopo, domenica 2 luglio, Ewyn entra nella sala da pranzo con l’umore florido d’un serial killer.
Veniamo a sapere che deve per forza recarsi al compleanno di alcuni amici inglesi che l’avevano ospitata, quando invece erano tre giorni che gognava d’andare al British Museum.
“Bè, dannazione…” facciamo “Ci sarà pure un modo per organizzarci!”
Decidiamo di passare la mattina al British!

Photobucket - Video and Image Hosting

Mentre vaghiamo dalla Stele di Rosetta alle porte di Alessandria (‘hi Colin!’) prese da vari stadi di sindromi di Stendhal, mi viene da pensare che è proprio un posto da Viggo…che sarebbe ganzo visitarlo con uno come Viggo…che sarebbe ancora più appetibile girare fra le teche mentre qualcuno ti spiega con cultura quello che stai vedendo e quel qualcuno è Viggo…e magari, ecco…ehm…ti tiene la…mano…arf…
A questo punto le mie amichette mi trovano faccia in giù sul pavimento in prossimità d’una porta antincendio che tento di gorgogliare qualcosa dalla pozza di bava dove sono riversa; mi tirano su e quando comunico a Ewyn la mia insana visione capisco, da come si sorregge ad una colonna e dagli occhi a fessura, che non dispiacerebbe affatto neppure a lei!
Purtroppo per strada ci perdiamo la Silvia, che stava poco bene e decide di sedersi ed aspettarci nel cortile interno del museo che, a quanto ci dice Ewyn, è stato lastricato di marmo e ricoperto da una struttura di vetro solo recentemente.
L’effetto ‘cotti vivi’ che ne scaturisce in quella giornata dai 35 gradi è davvero interessante.
Appena all’entrata, Ewyn aveva agguantato una piantina, sfoderato un pennarello e dicendo “Questo, questo, questo e questo!” aveva marcato le stanze da visitare.
Poi s’era infilata l’elmetto, aveva preso la bussola ed eravamo partite a passo di carica.
Abbiamo visto il padiglione indiano, con Shiva, il Buddha, Ganesha ecc ecc, quello greco coi resti del Partenone, siamo andate in Egitto, in America Latina e sull’Isola di Pasqua, poi ahimè siamo tornate nel cortile del British perché era ora di pranzo e la Rosanna doveva scappare.
Ci siamo fermate al cancello ad aspettare Jules e Jordan visto che erano in zona e volavamo conoscerci e dopo siamo andate da Starbucks dato che ce n’era uno proprio lì davanti e stavamo comincando ad andare in crisi da fame.
Prima di salutarci Ewyn ci aveva guardate una per una in modo penetrante, ci aveva puntato il dito contro ed aveva esalato “Mi raccomando a voi…Sandra, Erica e Raffie! A Camden state attente, venite via prima delle cinque e se succede qualcosa a Silvia, qualche testa rotolerààààà!!” mentre delle curiose carte di cuori con testa, mani e piedi le saltellavano dietro pitturando le rose bianche nei cespugli e cantando
“Rosse le dipingiam!
Di rosso le tingiam!
Né blu! Né ner! Né arcobalen!
Rosse le tingerem!”
Quindi si era voltata aveva salutato Silvia che le aveva risposto con un candido sfarfallio di lunghe ciglia ed un sorriso smagliante ed era partita verso la metropolitana.
Adesso il Navigator ero nuovamente io.
Dico nuovamente perché è la prima volta che mi capita che qualcuno porti in giro me, di solito sono io il Caronte di turno.
Pensando “Maledizione che fatica…” prendo i sandwich col pickles ed il meraviglioso frappuccino e succhio dalla cannuccia con così tanta passione che quando riappoggio il bicchiere la panna non smette di uscire ed inizia a colare entusiasticamente lungo tutta la cannuccia.
La guardo pensando a cose assolutamente innocenti, caste e timorate di Dio ma quando arrivano la Raffie e la Betta non posso fare a meno di esclamare
“Ho appena fatto venire la cannucciaeheheheheheheheheheheheheheheh!
Mi hanno guardata un po’ preoccupate, comunque non avevano altra scelta che farsi traghettare a Camden da me.
Lungo la strada stavamo pascolando di traverso sul marciapiede, ciabanando come pescivendole se pigliare una scorciatoia o no quando, dietro di noi, sentiamo canticchiare a labbra strette ma con energia un motivetto giubilante e con la coda dell’occhio vediamo questa signora inglese ridente e dagli occhi a palla che ci saltellava appresso ora a destra ora a sinistra…chiaramente voleva passare…forse ha pensato di canticchiare a mò di clacson…forse le pareva simpatico fare finta d’avere uno di quei clacson che fanno una musichetta infilato in bocca…forse…non faceva prima a chiedere permesso, invece di suonarci un jingle dietro?
Approposito di suoni, mi squilla il cellulare ed è mio padre che m’informa che la nazionale Inglese arriverà a Stansted per le 15 di quel pomeriggio.
“Dannazione!” esclamo lugubre.
Il mio piano per prendere due fave con un piccion…cioè no…due piccioni con una fava va a farsi benedire.
Già m’immaginavo svicolare fra le caviglie dei presenti ed afferrare con la lingua sia Terry che Beckham al fine di dargli un paio di lezioni d’italiano nei bagni dell’aereoporto.
“Listen and repeat: Si, mia signora e padrona!”
In metro come al solito la Raffie si mette a sinistra sulle scale mobili, rischiando d’essere travolta ogni due per tre, ma lei ride giuliva, dicendo “Me lo ricorderò la prossima voltaaaaaaaa!” mentre viene trascinata a valle dai pendolari in corsa.
Occhieggiando le fermate che ci separano dalla nostra meta vedo che c’è anche King’s Cross.
“Perché non andiamo a vedere il binario 9 ¾ ?”
“Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!”
…un branco di deficienti…
Non so che è successo a quella stazione, ma non ci si capisce più nulla.
Tanto per cominciare è divisa in 2, non c’è il binario 9 ma il 9b, fuori è tutto transennato e pieno di passaggi con una segnaletica improbabile, comunque riusciamo a trovare il punto dove hanno messo una targhetta con scritto ‘Platform 9 ¾’ ed un carrello per le valigie infilato per metà nel muro di mattoni. Ovviamente abbiamo tutte dovuto farci le foto!

Photobucket - Video and Image Hosting   Photobucket - Video and Image Hosting   Photobucket - Video and Image Hosting

L’hanno messa fuori perché indubbiamente orde di deficenti come noi andavano a riversarsi sul binario dove partivano i treni a fare gli imbecilli e a fare finta di lanciarsi nel muro…comunque non siamo del tutto soddisfatte.
Vogliamo il vero binario 9 ¾ quello che c’è fra il 9 ed il 10, quello con l’arco in mattoni rossi, quindi decidiamo d’andare a cercarlo.
Partiamo, io e la Raffie in testa, Silvia e Sandruman a seguire; passiamo insieme ad altre persone attraverso un passaggio colonnato e ci fermiamo appena oltre.
“Dove dici che dobbiamo andare?” faccio io.
“Credo di là!” fa la Raffie “Perché vedi, dev’esserci l’archivolto…” e mentre dice questa frase sono io che mi volto.

…deserto…

“Ahem…Raffie? Credo…tipo, no?…che ci siamo perse la Silvia e la Sandra…”
Si volta anche lei “Ma dove cazzo??…Ma come cazzo??…ma erano dietro di noi fino a due secondi fa!!!” è sconvolta.
E ci credo, perché un’ombra e una minaccia mi crescono nella mente.
Già mi pare di sentire il caldo alito di Ewyn avvolgermi il collo come una spessa corda da impiccagione.
“Cazzo! Cerchiamole!!” e ci mettiamo a correre tutt’intorno, meravigliandoci in verità di come stracazzo abbiano fatto a perderci di vista in quattro secondi e a tre passi dietro di noi…fatto sta che non le troviamo.
“Ahahahahahah! Ma non c’è problema! C’è la Sandra con lei!” fa la Raffie.
La guardo “La Sandra? Ma la Sandra non sa una parola d’inglese…”
Ci guardiamo mentre sentiamo in lontananza gli zoccoli del cavallo del tristo mietitore.
“Bè però…l’inglese lo sa la Silvia!” mi rincuora lei.
“Già…ehm…chiamiamole e diciamogli di tornare al binario 9 ¾ che voglio proprio sapere come cazzo hanno fatto a perdersi!”
Praticamente le due balenga ci stavano seguendo sotto al colonnato, quando tra loro e noi si sono messi 3 ragazzi; questi tre ragazzi una volta usciti hanno voltato a destra, mentre noi due ci siamo fermate a diritto. Le nostre amichette, per una sorta di imprinting da uccelli migratori, hanno seguito loro pur non vedendoci effettivamente più.
Mentre ululavo con lingua puntuta e berretto degli scout che quando ci si perde si resta esattamente dove si è, invece di seguire gli sconosciuti in qualche antro buio, scendiamo in metro e montiamo sull’ultimo vagone.
Arriviamo alla stazione di Camden Town.
“Amichette, si scende!” faccio radunandole col bastone della pastorella.
“Si amichetta!” mi rispondono mentre ci disponiamo very politely davanti alle porte che ‘sorpreeeeesa!’ si aprono sulla parete.
Attimo di panico.
“Correteeeeee!”
Seguendo la scia delle lacrime della Raffie ch’era ormai convinta di restare intrappolata in quel vagone per tutta l’eternità, ci passiamo addosso come Vikinghe ai remi precipitandoci alla testa del vagone dove c’era l’unica porta che dava sulla banchina.
Devo dire che Camden Town mi ha positivamente colpita.
Si respira, come dire, un pout-puorri d’atmosfere fra la nuova Londra e quello spirito libero e innovatore degli anni ’70…sarà anche per negozi come questo?

Photobucket - Video and Image Hosting   Photobucket - Video and Image Hosting

Ci siamo infilate in the Dark Side e c’erano tutti questi vestiti meravigliosi che parevano usciti da un film sui vampiri, zeppe tremendissime, corsetti di pizzo a ragnatela e…kilt!
Ho cercato di fargli una foto ma il ragazzo, uno gnomo della miseria fra l’altro, ci ha sgridate selvaggiamente perché non si poteva.
Scherzi a parte, chi ci ha trattate come pescivendole è stata una proprio dentro al mercatino di Camden.
Questa budiola schifosa doveva essere italiana quindi doppiamente cretina o forse si sentiva solo superiore, come alcune persone quando vanno a vivere nelle grandi città come la City e s’infilano un manico di scopa in culo alzando il mento alla Materazzi durante l’inno, perché si convincono intimamente d’essere le meglio del mondo.
Capirai…io in Inghilterra ci sono andata quando avevo 16 anni, da sola, e ci ho vissuto per 6 mesi, ma di manici di scopa nemmeno l’ombra.
Peccato, poteva essere un’esperienza!
Comunque la merdona, senza alcun motivo, parlando con la sua pulciosa inglese dirimpettaia di bancarella ci apostrofa come ‘Fucking italians’.
L’avrei ammazzata.
“Fucking ci sarai te e quella maiala della tu’ mamma!” gli ho fatto io in italiano (tanto lo capiva perfettamente) mentre le mie amichette mi trascinavano via e questa barca di concio ridacchiava con l’aria di chi la sa lunga.
Mentre la Raffie comprava spillette e si trasformava davanti a collari borchiati di cuoio, schiumavo fra una bancarella e l’altra valutando diverse opzioni, fra le quali:
- tornare indietro e rovinarla di mazzate
- correre attorno alla bancarella sibilando “Mooooriraaaaiiiiiii!” per 5 o 6 minuti
- agguantarla per il collo e scuoterla urlando, finchè non entra nei pantaloni della Minogue
Ovviamente non ho fatto nulla di tutto ciò, mi stavo divertendo troppo per rischiare l’arresto; non ci sarebbe stato dubbio infatti, che fra me e lei i bobbies avrebbero messo dentro me.
Così, mentre la Sandra si provava tutte le magliette con la scritta ‘Datemelo’ che trovava e la Silvia si dava alla ravanata dell’occasione, io mi prendevo i 5 minuti che di solito mi ci vogliono per riprendermi da questo genere di situazioni.
“Bene! Mi è passata! Adesso devo cercare il poster di Terry!”
L’ho cercato per tutta Londra e non c’è stato verso di trovarlo.
In ogni caso, piena di speranza, ho spulciato tutta Camden e la Virgin senza risultati…in compenso ho trovato il cofanetto di Sharpe (serie tv con Sean Bean).
La Raffie e la Sandra stavano correndo impazzite per tutto il negozio e sondavano anche gli angoli con la lingua alla ricerca di roba su Orlabbro, quando ho afferrato i dvd con un grido!
Ho guardato il cofanetto con gli occhi da mucca innamorata, ho guardato il prezzo e mi sono cascati tutti i capelli.
Dovevo avere l’aria così disperata che un negrone alto e piazzato è arrivato e mi ha fatto
“Tutto bene?”
E io, che non m’ero resa conto che era della sicurezza “Si si…” con voce lacrimevole, continuando a fissare bramosa il cofanetto stretto fra le mie mani.
Ride “Lo vuoi?”
E io “Eh…magari!” e lui s’è messo a ridere.
Costava 60 sterline…l’ho lasciato lì assieme a decine di fazzoletti e mi sono fatta trascinare via in lacrime.
Adesso si poneva un altro problema logistico: riunirsi ad Ewyn!
Erano le 16 e volevamo andare da Harrods ma era tardi; dovevamo ancora tornare in albergo e farci la doccia per poi riandare in centro ad incontrare Tonny, Li ed Hendrica.
In più io e la Raffie avevamo i piedi sfrittellati.
La Sandra s’è offerta di costruircene un paio ciascuna con una buccia di banana, un tappo di birra ed un paio di foglie morte ma abbiamo declinato; Silvia come al solito almeno apparentemente è fresca come una rosa.
La Raffie telefona ad Ewyn e decidiamo d’incontrarci da Harrods ed io sono così cotta che senza rendermene conto mi metto a ballare limbo style agitando le spalle attorno alla Raffie che telefona, mentre canto
“SHAKE! SHAKE! SHAKE! BANANA!”

“PERCHÉ È MERAVIGLIOSO”

Non facciamo a tempo ad attaccare che ci rendiamo conto che non è una buona idea; cerchiamo di richiamarla, le mandiamo un messaggio ma Super-Ewyn è già infilata in metro.
“Ma pork…” ci tocca per forza andare a vedere se è andata da Harrods.
Già che siamo lì facciamo una foto almeno all’esterno.

Photobucket - Video and Image Hosting

Ewyn non c’è, quindi torniamo indietro, sempre più morte.
Silvia, a parte un lieve rossore da abbronzatura, è fresca come una rosa…ha una stamina impressionante!! (è un effetto ottico, non ho le braccia bicolori…)

Photobucket - Video and Image Hosting

Appena uscite a Earl’s Court, che ogni volta sa sempre più di casa, una visione, come un soffio d’aria fresca, investe me e la Raffie impegnate a lamentarci senza ritegno: un fico assurdo, alto, capello fluente e con la camicia aperta sul petto liscio!
Guizzo di teste da cobra, colpo di capelli al vento, apparizione di trucco alla Houdinì e “Piaceeeeereeeeee!” facciamo in coro con gli occhi a fessura e le narici larghe.
Dopo questa botta di vita andiamo al supermercato a comprare i sostentamenti per il D-Day.
Siccome io, Betta e Raffie andremo via presto senza poter fare colazione, decidiamo di prendere qualcosa di dolce.
Io vorrei i muffin ma siccome non so come cazzo si prendono da quelle ceste lascio scegliere a loro.
Ripiegano su dei croissant, le vedo anche che ondeggiano compiaciute sul posto con la manina sulla bocca mentre si domandano “Uhm!…marmellata o cioccolato??” ma poi non ci faccio più caso.
Torniamo in albergo e mandiamo la Raffie a farsi la doccia per prima o non ce la faremo mai.
La Raffie parte, inciampa sulle scarpe, sullo zaino, su una pulce e s’infila in doccia.
Io mi dedico a preparare la roba per dopo; ho riempito la mia bottiglietta col pull-up cap con dell’acqua gassata e l’ho messa nello zaino, poi mi ricordo che devo prendere una cosa, lo afferro, lo sbatto allegramente sul letto e
* BUUUUUM *
un’esplosione e mi ritrovo lo zaino gonfio d’acqua gassata come una zampogna.
Per fortuna la macchina digitale da 8 mega pixel con la memory card da 1 GB non si bagna.
Col sottofondo degli ususali rumori d’annegamento della Raffie, la Sandra si offre di costruire una macchina fotografica di riserva usando nient’altro che un paio di fili di moquette, un lapis e briciole di pane.
Mi tenta ma…resisto!
Intanto torvamente vedo se nascosto da quelche parte c’è un poster di Terry.
Mi faccio la doccia anch’io, faccio un po’ di bucato cantando stornelli contadini e poi è la volta della Betta.
Eravamo sul pavimento, io mi asciugavo i capelli e la Raffie aveva appena inciampato, quando dietro di noi, nuda come Lady Godiva, la Sandra salta fuori dal cesso, atterra, spicca di nuovo un salto e sparisce in bagno urlando
“POSSOOFFRIVISOLOQUESTOCHIHAVISTOHAVISTOCHINONHAVISTO…”
e talmente rapida che potremo benissimo essercelo sognate…
L’appuntamento è a Leicester Square per le 20 ma la Raffie non ha perso tempo; sono ore infatti che smeriglia i maròni perché non vuole parlare inglese con Tonny.
Una che manda 20 sms al dì in inglese fluente si vergogna a dire due parole.
Mentre cerca di farmi indossare i suoi vestiti per spacciarmi per lei arriviamo e facciamo la conoscenza di altre tre suddite di sua Maestà La Bava.
Quindi seguiamo Li, che essendo di Londra, ci traghetta attraverso Soho verso un ristorantino; per quella strada io non so che c’era ma era strapieno di ceffi svaccati in mezzo di strada con le birre.
La Raffie c’inciampa sopra, io chiedo se qualcuno ha un poster di Terry, Ewyn studia i dintorni con gli occhi a fessura e l’aria vigile, la Sandra tira fuori dallo zaino un intero distillatore di birra ad evidente scopo di adescamento, mentre Silvia prova la tecnica zen chiamata ‘non sono qui, non mi state vedendo’.
Ci porta ad un Bistrò, economico e col personale simpatico e di lei la prima cosa che scopriamo con meraviglia è che le piace Totti …chissà come siamo entrate in argomento…forse perché io e la Raffie urlavamo “TOTTEEEEY!!! CHE TETTEEEEY!!!” ogni 3 parole?
Nonappena facciamo l’ordine
“I’ll have a pancake!”
“So…one pancake…”
“Two!”
“Three!”
“Four!”
ci facciamo subito riconoscere, tanto che la sera dopo, come ci hanno viste hanno esclamato
“Ah! Welcome back (Captain Jack)! Four pancakes again?”
Anyway (noooo…dannato Velli!) mentre aspettiamo parte uno spaccio d’immagini clandestino.
La Raffie estrae dal portafogli alcune foto di Orlando, la Silvia dalla borsetta, Tonny dalle maniche, Hendrica dalle calze, Li dai capelli, la Sandra…ehm…meglio di no, comunque ne aveva anche lei!
Io partecipo un po’ poco alla conversazione e cerco, sudando senza ritegno, di capire cosa mi dice Li dato che ha l’accento stretto della madrelingua mentre non ho alcun problema a capire Tonny. Quando arriva il mio pancake con insalata, crema di spinaci, formaggio di capra e riso basmati attacco a sbavare e mi meraviglio di quant’è buono!
Mentre siamo verso il dolce, Tonny e la Raffie mi danno la terribile notizia che a Leicester Square alcune ragazze già dormivano per terra per prendere i posti ed io entro in un limbo di panico.
Ho quasi la certezza che questa volta la prima fila ce la giochiamo!
Quanto avrò ragione ancora non lo so…
Ci salutiamo e ci diamo appuntamento per la mattina dopo, col classico ‘che Totteeey ce la mandi buona!’ oppure ‘let go and let Totteeey’
In metro, pur di non sentire il dolore ai piedi, io e la Raffie ci piazziamo nel cosiddetto tunnel del vento (davanti al finestrino in cima al vagone) a fare Titanic.
“Ma no!” esclamo trovandomi dietro “Perché Jack lo devo fare io??”
Mentre torniamo verso l’albergo ci è presa così bene che ci mettiamo a cantare a squarciagola tutto un repertorio by Sandruman&Ewyn con
‘Maledetta primavera’
‘Sarà perché ti amo’
‘Felicità’ e naturalmente
‘Nostalgia canaglia’
mentre le seguo ballando e facendo il colpo di caschetto della Carrà: tutto questo davanti ad una pattuglia della polizia parcheggiata.
“TOTTEEEY! CHE TETTEEY COL TUTƯƯƯ!!” urlavo rientrando in camera.
Avevo così male ai piedi che avrei potuto spararmici sopra e non sentire la differenza.
La Raffie invece aveva un cespuglio fermo tra i denti dalla cena.
Inciampa sul caricabatterie, atterra sul letto e senza scomporsi prende a ravanare nella sua borsa, mormorando in maniera inintelligibile.
“Ma dove…eppure forse…mmmm, no…più in là? Eccolo!!” esclama trionfante estraendo un rettangolo di carta lercio e sgualcito dal quale tira fuori uno stuzzicadenti che mette subito al lavoro.
È lì che ravana con intensità quando decido di sporgermi appena da sopra l’orlo della sua borsa per sbirciare dentro
“Oh tò!” faccio “Un attaccapanni!”
E la Raffie “Eheheheheheheheh! Oh ma guarda! Orlando Bloom!…ah no…quello lo tiro fuori domani!”
Ovviamente ci prepariamo per bene tutto e Tottey per la sfacchinata del giorno dopo, sono le 23.30 e ci diciamo “Via, dormiamo che domani ci si deve alzare alle 5!”
Alle 01.00 siamo ancora sveglie, e mica a risolvere il problema della fame nel mondo, macchè.
Seguendo il filo delle maialate solite della Sandra finiamo a ragionare in termini di ‘vulva’.
Ad un certo punto, rispondendo ad una battuta della Raffie, esclamo
“No, hai sbagliato! La Sandra è VULVERINE!”
…e credetemi: NON volete sapere cos’ha al posto degli artigli!
Presa da questi discorsi, strettamente inerenti a ristabilire gli equilibri mondiali, ad un certo punto le faccio, a Vulverine
“Oh…a me e mi garba Eric Bana!”
“Si ma…perché?” insiste la Sandra.
“Perché…perché…perché a me e mi garbano maschi gli omini!”
Ci pensa un attimo su, poi mi chiede “Ma…e allora Orlando?”
La guardo “Orlando mi piace perché meraviglioso.”

“FINALMENTE UN PO’ DI TERRY”
- THE BEGINNING OF OUR D-DAY -

Dio…sto male.
Lo sento già, quel cavolo di moccio che mi cola dal naso, da una narice sola per essere precise, la destra…come farò per la premiere?
Mi giro e glielo dico “Così non va…come posso fare a resistere per tutte quelle ore??”
E lui mi sorride, dolce e premuroso come al solito.
Lo guardo negli occhi, profondi ed azzurri e so che andrà tutto bene, perché lui si prenderà cura di me, come fa sempre.
Una coperta mi avvolge le spalle, calda come un abbraccio e la solidità del suo corpo accanto al mio.
Gli sorrido…quasi quasi mi sento già meglio e…
Uno schianto secco e la porta si spalanca “Macchè coperta e coperta!” urla lui, l’altro, con la sua solita maniera da pub dei bassifondi “Ti rimetto in sesto io!” e detto questo mi strappa la coperta di dosso e mi preleva dalle braccia rassicuranti, trascinandomi, quasi come un primitivo, in cucina.
Mi sbatte davanti una tazza bianca, ci rovescia dentro qualcosa di fumante, nero e forte “Bevi! Non c’è nulla di meglio di un buon caffè irlandese, per il raffreddore!” ed io mando giù.
In quel momento arriva lui sulla porta. Non dice nulla ma so già tutto, perché si vede da come ti guarda…quando lui ti guarda in quel modo, non c’è verso di non capirlo.
Gli rivolgo uno sguardo contrito d’altra parte…come posso lasciar perdere, quando l’altro mi sbatte di fronte un boccale pieno di roba scura?
“Guinness!” esclama fiero “Buttala giù tutta che questa fa crescere i peli sul petto anche alle suore!”
E come si fa a resistere a tanto, dico io?
Prendo la birra, sapendo che non mi farà affatto guarire e me la bevo di schianto poi mi volto verso di lui, rimasto sulla porta.
So che non approva affatto, ma faccio gli occhi a Bambi e nemmeno lui può resistere a tanto e viene a sedersi accanto a me.
“Gheeeeeeeee!” penso, invece dico “Bene adesso…vediamo come potete farmi stare meglio…” aggiungendo uno sfarfallio seducente di ciglia, alzo la mano e…

* BIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIP *
* BIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIP *
* BIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIP *

“AAAAHHHHH!” mi alzo di scatto sul letto “VIGGO! COLIN! TORNATE QUIIIII!!”
Mi guardo attorno con malcelato disgusto e poi ricaccio la testa sotto al cuscino “Sveglia di merda…” mugugno.
Un tuono.
“WONDER WOMAAAAAN!! All the world is waiting for youuuuu! Tarattararattattarattaaaaaa! And the power you posess! Lalallaralallaaaaaa!!”e la Sandra è già vestita che ci aspetta sulla porta.
Inaspettatamente ho davvero il naso tappato…
“Cobidciabo bede…” rantolo, poi tiro fuori una gamba da sotto al lenzuolo ed assesto un pedatone gigante al letto della Raffie.
“Mmmmmmm” è l’unica risposta che ottengo.
L’atmosfera è rilassata come ai piedi d’una ghigliottina.
La Raffie inciampa, accende il cellulare e senza il tempo di dire ‘Olendou’ ci arriva un messaggio da Emy
“Muovetevi perché qui è già strapieno”
Erano appena le 5.30…
Panico.
“Muoviamoci cazzo! Muoviamoci!…per prima cosa, facciamo colazione…” prendo i croissant e guardo la figura: un cornetto che viene spalmato di marmellata da un coltello.
“Raffie ma…” apro e ne assaggio uno.
Salato come la merda.
“Ma Cristo…ma che schifo!!” faccio mentre me ne caccio uno in bocca fra le lacrime.
“Ma…come? Non è ripieno?” fa la Raffie.
“Te che dici?” le rispondo voltandomi con le guance striate di lacrime.
Fanno davvero cacare ma non c’è altro.
“Mangia.” le ingiungo porgendole il vassoio con macabra determinazione.
“M-ma…io veramente non ho molta fame!” cercano di fare sia lei che Sandruman, ma io infoltisco le sopracciglia alla Ken Shiro e faccio “Avete tre secondi per mangiarle, poi i vostri organi interni si mescoleranno come un cubo di rubik e diventerete geneticamente due canguri femmine.”
Hanno mangiato.
Ovviamente c’è subito il giallo della giornata: dov’è finito il sacchetto coi calzini zozzi della Raffie?
E ancora di più: chi s’è fottuto l’unico paio di calzini puliti che aveva preparato con amore la sera prima?
Non lo sapremo mai, così ci prepariamo e ci andiamo ad infilare in metropolitana.
Intanto io, come al solito, voglio solo svenire e risvegliarmi un attimo prima che arrivi quello scostumato di Orlando, ma come ciò non sarà possibile mi appare in tutta la sua evidenza quando arriviamo a Leicester Square e vediamo che TUTTA la prima fila è occupata…non c’è un buco libero.
Facciamo avanti ed indietro un paio di volte, sono solo le sette ed io alzo gli occhi al cielo
“Santo Totti aiutaci tu!” esclamo.
Prendiamo posto dietro a due ragazze con la sedia pieghevole che erano lì dalle una di quella notte; abbiamo pensato che appena chiudevano quelle seggiole del cazzo forse almeno una di noi sarebbe riuscita ad andare avanti.
Povera illusa.
Non sapevo dietro a cosa ero finita.
Le baldraccacce dovevano per forza avere perso il lume degli occhi perché un attimo prima mi hanno gentilmente prestato la loro sedia mentre il minuto dopo erano gli esseri più maleducati di questa terra.
Ad una delle due che aveva problemi ad un ginocchio, per ricambiarle il favore, ho fatto poggiare la gamba sulle mie perché la potesse stendere…ma il problema era l’altra.
Era isterica, una vera furia.
Appena arrivate la Raffie aveva fatto ‘amicizia’ con due francesine in prima fila grazie al suo braccialetto di Echelon (non l’orecchio cosmico, ma il gruppo delle sostenitrici di Jared Leto); le baldracchissime (vi s’è buttato fuori dal mondiale, stronze!) erano lì per Johnny Depp e subitaneamente tutto mi torna.
Avevamo fatto i conti senza l’oste…non c’era solo Orlando dietro cui sbavare, era pieno anche delle maialacce di Johnny!
Io adoro Johnny Depp, potrei baciare la terra dove cammina perché come attore proprio non gli si può dire un cazzo…ma le fans che avevamo attorno, comprese le due inglesi sulle seggiole…avrei potuto dargli fuoco!
La Raffie una volta saputo che per le francesi Orlando Bloom avrebbe potuto anche morire di herpes, ha tentato d’insinuare che forse una volta passato Johnny potevano cederci la prima fila.
“Col cazzò!” hanno risposto elegantemente.
Stessa cosa con quelle davanti a me.
“Si! Si! Quando arriva Orlando ci abbassiamo, perché non ce ne frega un cazzo nulla!”
Eheheheheheheh…ah no, eh?
Quando è arrivato l’Inconseguibile hanno avuto una reazione pari solo a ciò che io definisco ‘Underwear of Flames’ e si sono messe a zoccoleggiare urlando ed agitando i loro blocchettini per avere un’autografo.
…e così…Orlando fa schifo, eh?
Alle 07.10 eravamo sedute sulla fresca pavimentazione di Leicester Square, con tutta una giornata d’agonia davanti.
La Sandra è scivolata in un lauto sonno di 3 minuti con tanto di scatto al risveglio, spaventando a morte la Raffie che le si era appoggiata sulla spalla mentre io purtroppo non ho chiuso occhio; forse stavo troppo comoda, dato che di solito collasso quando sono in piedi, schiacciata contro una transenna e con la gente che mi picchia selvaggiamente.
Poco dopo arrivano Rosanna e Silvia.
Gli avevamo tenuto il posto fino a quel preciso istante, ma non riusciamo a conservarlo quando tutti s’alzano in piedi senza motivo.
Ewyn si mette l’elmetto con fare tranquillo, socchiude gli occhi e fa “Non c’è problema…CE PENZO IO!”
Poco dopo era in seconda fila alla mia destra; a sinistra avevo la Betta, poi la Raffie, Tonny Hendrica e Li, che sono arrivate più tardi.
Quella benedetta figliola di Hendrica, sapendo e chissà come mai che sbavavo su Terry (forse perché mi ha visto leccare il cartellone a Piccadilly?), mi ha dato un ritaglio di giornale con una sua foto che ho leccato attentamente e riposto nel mio blocchetto nero.

“I’M NOT GOING TO LET YOU PASS…SAVVY?”

La Silvia aveva trovato un possibile pertugio per la prima fila mettendosi dietro alla ragazza ch’era venuta da Napoli a San Remo lo scorso febbraio; sfortunatamente la ressa sarà tale, che la povera Silvia finirà schiacciata da una manciata di Virago e Valchirie; chi la picchiava da dietro, chi la pestava davanti, chi la randellava ai fianchi.
La mattina procede, la gente continua ad arrivare e riusciamo ad avere ombra fino alle 11, quando il sole superando i palazzi ci splenderà nel cranio a tutta potenza.
La Raffie intanto mangiava.
Non panini, non biscotti o merendine…no.
Secondo me s’era cosparsa le unghie di smalto al pomodoro e basilico, sapete no? come quelli all’aglio o alla merda per imperdire di mangiarsele.
Ecco, lei s’era portata la merenda!
Le aveva fatte crescere con amore per mesi e mesi, combattendo e poi, nel giro d’una mattinata alla premiere dell’Antologia della Perdizione, se l’era fatte fuori come solo uno stormo di termiti avrebbe potuto fare.
Verso le 9.30/10.00 iniziano a metterci le transenne davanti mentre dietro di noi c’era un ragazzo che faceva finta d’essere Jack Sparrow.

Photobucket - Video and Image Hosting

Per fargli questa foto mi sono beccata un’occhiataccia dalla sua ragazza…anche da lui, ma non so se era perché di punto in bianco mi sono girata e gli ho parlato in inglese (chissà…magari pensava che non li capissi) o perché non si ricordava più d’essere vestito in maschera e pensava mi fossi invaghita di lui.
Intanto il sole picchiava impietosamente.
Ewyn estrae un tubettone di protezione 40 e si mette tranquilla sotto l’ombrello.
Io, fava, non l’avevo portato ed il cappellino sega oltretutto marrone scuro non mi faceva un cazzo; gli uomini della sicurezza venivano a spruzzarci con l’acqua praticamente ogni due minuti, ci rifornivano di bottigliette e ad un certo punto sono addirittura arrivati coi secchi pieni d’acqua e ghiaccio dai quali pescavano coi bicchieri…e questo perché ne erano già svenute tre.
Come se non bastasse avevano iniziato a fare le prove del fuoco da una decina di bocchettoni sopra l’entrata dell’Odeon.
Era incredibile come ad ogni fiammata ci arrivava addosso una ventata di aria bollente, eppure eravamo ad almeno 7 metri.

Photobucket - Video and Image Hosting

Le fiamme su Keira sono vere, non è il cartellone!
La musica dei Pirati che si diffondeva nell’aria non aiutava per nulla, anzi aumentava il senso di tensione generale.
Dopo pranzo la Raffie scoppia a piangere perché le andava e Tonny l’ha seguita a ruota così, per simpatia!
Ma non abbiamo tempo per il moccio, perché dobbiamo sistemare gli striscioni.
Educatamente, chiediamo a quelle segaiole davanti se possiamo appendere i nostri striscioni. Inizialmente d’accordo, nonappena le telecamere iniziano ad inquadrarle chiedendo loro di Orlando Bloom, queste lecca peni della domenica vanno fuori di melone.
Incazzatissime attaccano a lamentarsi, rifuggendo gli intervistatori come la peste e chiarificando d’essere lì per ‘Jooohnneeeey’ e non per ‘Olendou’; dopodichè, con mossa davvero adatta al loro cervello da liscia scroti, attaccano dei foglietti sui cartelloni con scritto chissà cosa, che gli uomini della sicurezza hanno fatto loro levare dicendo che erano offensivi.
“Povere succhiacazzi…” ho mormorato con condiscendenza guardandole nascondersi dall’ennesima telecamera.
Voglio dire…Johnneeeey non avrebbe certo smesso di darglielo dopo aver visto quelle riprese, dato che non glielo dava nemmeno prima.
Quelle spatole da merda non sono riuscite a tapparsi la bocca neanche quando sono venuti ad intervistare Tonny per il suo meraviglioso striscione, hanno per forza dovuto urlare che Johnneeeey era bello e Orlando no…
Ripeto…tanto non glielo dà lo stesso…
Hanno fatto la stessa cosa anche all’intervista di Ewyn che ha esposto tutta la sua teoria su Orlando, mentre io mi gonfiavo d’orgoglio vedendo la faccia dell’intervistatrice che s’aspettava un “Sexy beast!” come risposta.
A me nessuno m’aveva intervistata quindi mi divertivo a modo mio; ho fatto rifare per due volte una scena al presentatore che aveva avuto la malsana idea di girare davanti a me: ogni volta che passava gli urlavo addosso “TOTTEEEEYYYY!!!!”
Ad un certo punto, com’era prevedibile, io e la Betta ci siamo ritrovate dietro la Johnny’s Version del ‘Club delle fiche rotte 2’…questa manica di prostitute ha incominciato a spingere alle due del pomeriggio e tutto perché avevamo lasciato 30 cm di spazio per non schiacciare alla transenna le due soffiablabla davanti.
Io dico che dopo come ci siamo comportate a questa premiere andremo in paradiso, ma la Betta afferma che per i bischeri il paradiso non c’è.
Forse ha ragione, nella vita ci vuole la cattiveria, come ben sa Ewyn che armata come un Marine, menava labbrate qui e lì per mantenere la propria posizione.
Dicevo, le stronze volevano saltarci considerando un insulto lasciare quello spazio.
Io volevo girarmi e dire lo “Look…it’s only half past two, they’ll arrive around half past six so there’s no need to start pushing now ‘cos you’re third row now and you’ll be third row later. I’m not going to let you pass…savvy??”
Erano arrivate da allora e volevano scavalcarci?…hanno visto un bel mondo.

“OH MY GOD!! TOTTEY DEPP!!”

Solo che non gli ho detto niente.
Ho aspettato per un tempo che immediatamente è diventato troppo e se avessi aperto bocca mi sarebbero usciti solo degli urli inarticolati da Morlock bavoso, quindi la Raffie ha preso la parola chiedendo loro di smetterla…bel tentativo, anche se inutile.
Una delle suddette deiezioni s’è vendicata quando è arrivato Orlando e la Sandra gli stava facendo le foto, mettendole la cartellina davanti all’obbiettivo; la Sandra si spostava e lei gliela rimetteva davanti e così via per 6-7 volte.
Ripensandoci adesso rimpiango di non averle afferrato il polso per girarglielo un paio di volte fino a stroncarle la mano dei pompini, però sua Ohggesueria si stava appropinquando e tutto il mio veleno è evaporato in un effluvio al sentor di caramella!

Si avvicina l’ora.

La folla rumoreggia, la musica è alta, il fuoco ci sta cuocendo vive, ‘Yo-oh! Beviamoci su!’ e le solite urla ce lo annunciano.
Lui, l’animale da riporto, la ciliegina su ogni torta, il pediluvio alle erbe, Orlando ‘scappa lo dico per il tuo bene’ Bloom, colui che è inenarrabile da tutte le angolazioni ma in particolare a 45° dall’alto non lo si sopravvive, quello che anche se non ti piace sei costretto a sbavare quando te lo trovi davanti, il sogno di Ian McKellen ed anche il mio (e penso che siamo gli unici due), Orlando la cui foto si trova in tutti i vocabolari del mondo sotto la voce ‘maledetto’, i cui denti hanno vinto il premio ‘La Gialla ha detto si’ dal 2000 al 2006, le cui mani sono state scomunicate dalla Chiesa, il cui…ehm…lui, sì! L’arruffaormoni, lo spaventapassere, il belzebù di tutte le mutande, contuso e felice, sciagurato e pravo, orsù e perdiana!…
…arriva e si mette in fondo a fare le sue sporche inteviste.
Come sempre la Raffie e la Betta lo vedono prima di me, io ed Ewyn avevamo uno stronzo ragazzino alto 3 metri davanti, ma quando lo vedo…OH! Quando lo vedo!
Il voltagabbana più simpatico di tutta Sherwood e la sua testolina!!
Son cresciuta 3 centimetri a furia d’allungarmi e giù crampi ai polpacci mentre la Betta faceva “Oddio ma lo vedi? Oh mio Dio ma quanto cazzo è bello??”
E io, al solito “È così bello che fa quasi cacare!”
Poi, la bestia da traino sparisce dalle nostre pupille e arriva Johnny Depp.
Se anche non l’avessimo visto era piuttosto chiaro dagli
“OH MY GOD! JOHNNEEEEY DEPP!!” della branca Deppiana del Club dietro di noi.
La meno folle delle due baldracche davanti invece sta per morire.
Anche io mi faccio i miei pianti e mi stropiccio gli occhietti come un bimbo triste; l’ho fatto l’anno passato e l’ho fatto anche stavolta, trascinando sia la Betta che la Raffie con me, ma il pianto di quella lì sapeva di trapasso!
E noi come idiote a consolarla mentre quella pazza dell’amica rideva beata…almeno fosse svenuta, una di noi sarebbe potuta andare davanti.
Intanto Johnneeeey ci passa davanti quasi senza preavviso e rischiamo d’essere schiacciate dalle Ohmygodjohnneydeppanti.

Photobucket - Video and Image Hosting

Lo guardo.
“Oh cazzo…Johnny Depp…”
Con tutto il mio essere concentrato sulla Capra Andina che era chissà dove alla mia destra, realizzo poco altro, vista anche la quantità d’ormoni viaggianti da mutanda a mutanda.
Più il cappello bianco di Jack Sparrow si appropinqua e più rischiamo di venire schiacciate da dietro; la zoccola di mare che avevo davanti, questo non riusciva proprio a capirlo.
Avevamo tirato fuori il quadro della Gialla ed io cercavo di proteggerlo come meglio potevo, dato che è fatto sì su una lastra di plexiglass ma ha il retro foderato di carta e la cornice è di legno.
Era stato deciso che avrei dovuto darglielo io, sospetto che le amichette contassero che dicessi qualche castroneria come al solito, però se quell’obelisco d’escrementi che avevo davanti mi stroncava il quadro, potevano anche sperare invano.
Quella capra svizzera, con tutta la calca che c’era, pretendeva di non essere sfiorata…no dico, seriamente…riflettiamo su quanto possa essere normale una che, in una folla pigiante, non vuole nessuno addosso.
Ogni volta che da dietro mi spingevano addosso a lei mi beccavo una raffica di gomitate alla Fatal Fury, grida isteriche da film horror ed insulti peggio di un’accattona; cercavo di spiegarle con calma e civiltà che non potevo farci niente, quando questa piazza una culata dritta sul quadro.
Con l’ultimo guizzo razionale ho valutato che a teletrasportarle le mani in faccia sarei finita dentro io, quindi, con calma quasi serafica, ho chiesto sia alla Betta che a Rosanna
“Amichette?…ho urgenza d’un servigio. Se vesta leccatrice di gropponi avesse a scompaginare il dipinto, siate sollecite a sottrarmela dagli organi tattili, in luogo sospingetemi via, poiché potrei percuoterla sul cranio fintantochè non oscilla priva di sensi dalla travatura…”
Ho l’occasione di distrarmi quando la Betta incontra Johnny Depp.
Arriva, cappello bianco, occhiali appena scuri, vede la Betta e le fa un sorriso smagliante con tutti i denti d’oro da Jack Sparrow…meraviglioso!
…e lei che fa?
Gli ride in faccia…
No cioè…seguitemi. Johnny Depp ti sorride e tu gli ridi nel viso?
Betta, Betta, a te l’aria di Londra ti fa male!
Quando arriva davanti a me mi faccio fare l’autografo e mi dedico qualche secondo a pensare a quanto adoro i film di quest’uomo!

Photobucket - Video and Image Hosting

Photobucket - Video and Image Hosting

Photobucket - Video and Image Hosting

Il tempo che impiega a passare è relativamente poco, le leccatrici di schiene hanno quel che vogliono e per tutto il tempo dal Club dietro non si sente fare altro che
“Oh my God! Johnneeey Depp! Oh my God! Johnneyyy Depp!”
per una cinquantina di volte.
E s’è capito che c’è i’Gionni!!
Ma io e la Raffie non possiamo trattenerci
“OH MY GOD! TOTTEEEY DEPP!!”

“ORLAAAAAAAAANDOOOOOOOO!!!”

Le vaccacce sono soddisfatte.
La meretrice che ho davanti decide di mettere il bottino nello zaino che aveva ai piedi.
Come fosse stata a casa sua non fa discorsi, piglia e s’accovaccia di botto piegandomi il ginocchio dall’altra parte.
Mi prende una strana voglia di giocare a tetris.
Chissà se riesco a farla entrare in una boccetta di smalto per unghie?
Ewyn e Sandruman mi fermano ma per almeno due minuti mi dedico ad esporle, con dovizia di particolari, quello che le avrei fatto se solo m’avesse toccata un’altra volta; ovviamente le parlavo in italiano, ma credo che abbia capito, dato che le gridavo nell’orecchio sputando…quindi mi sono congratulata con me stessa per le mie intenzioni e mi sono calmata.
Adesso è tutta in discesa.
La Betta m’informa che la Turpe Minaccia sta arrivando dalla nostra sinistra, ciò sta a significare che lo becca la Betta prima di me e questo mi ricorda un po’ troppo San Remo.
Comunque, documentiamo per bene l’ascesa di questo popò di persona che è l’Orlantro della bestia.

Photobucket - Video and Image Hosting

A questo punto già si vedeva bene ed io non so a cosa stessi pensando…non credo infatti d’aver pensato alcunchè!
Perché deve tirarsi in bocca il labbro inferiore?
Qualcuna ha qualche teoria sul perché diavolo lo faccia?
Ma si rende conto di quanto è pericoloso?
Ce l’ha o no una vaga idea di quante leggi del codice ormorale sta rivoltando?
Ma bando alle domande retoriche e potenzialmente senza risposta.
Sto lì, con le “Orlando? Che schifo, no! Noi vogliamo solo Johnneeey!” tutte attorno che sono a vari livelli di clitoride infiammato ed ho il quadro in mano.
Ripasso mentalmente quello che devo dirgli…poco importa comunque, devo solo riuscire a dargliela…cioè! Darglielo!!
La Raffie intanto, scevra da ogni pensiero, cercava come meglio poteva di raggiungerlo.

Photobucket - Video and Image Hosting

…abbiamo considerato quella bocca?
L’abbiamo annotato quel labbro superiore?
Certo che la Raffie dev’essere stata a scuola con gli zombie di Resident Evil…che posa plastica ha la sua mano mentre striscia silenziosa verso l’Orbene!
Quando arriva verso di noi c’è un momento di estrema gioia.
Si mette, ladro di mutande che non è altro, a leggere lo striscione di Tonny e, cavallette su di lui, si china per firmarlo.

Photobucket - Video and Image Hosting

L’ho già detto di come non lo resisto da quest’angolazione?
Devo dire qualcosa sulla linea di quelle sopracciglia?
Veramente devo sprecarmi ad enunciare che cosa diavolo sono quelli se non zigomi e Dio solo sa che AAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!
* piange disperata e si rotola per terra *
“LO VOOOOGLIOOOOOO!!!!!”
* si rialza, si veste di gonnellino di foglie, scudo piumato e teschio sonante ed intona danzando *
“Sciagura a te!
Sciagura a te!”

…nel senso…

Quando si rialza, la Betta gli mette davanti la solita fotocopia fatta col culo, di quando gli abbiamo dato la maglietta a Londra ‘a maggio!’ ed in quel mentre io prendo ad urlargli
“Orlando! Orlando! It’s for you! It’s a present!!!” e quello…DIIIIIIIOOOOOOO!!!!
Ma si può sapere cos’ha in quella testa di pesce del baltico??
Aggrotta quelle straminchia di sopracciglia che fermatelo e fa la faccia tipo “Whoa! What? Where?” guardando fra la miriade di roba che gli penzola davanti.
Io ero un po’ più sulla destra, cioè sulla sua sinistra e penso “Mi ha sentito! Mi ha sentito!!”
E poi “…allora il mio inglese funziona!!”
E dopo che fa questa bestia da circolo d’uncinetto?
Vede la fotocopia della Betta, fa una faccia come dire “Mah…thank you but…e fa un po’ cahare…”
Sicchè attacco a vociare “Ma dove cazzo guardi, balengo? Here! This! The picture!” rantolo ondeggiandoglielo davanti al muso peloso.
Dannazione a te maledetto lattaio, lo prende.
Lo guarda, sorride “It’s beautiful!” alza gli occhi, mi guarda ed io non ho il tempo di morire lì dove sono, coi pantaloni corti neri e la maglia gialla che l’ape Maia doveva farmi una sega, perché stavolta, porco il clero e le loro vesti rosse, devo dirglielo.
Spalanco gli occhi, catturo i suoi, porco cazzo, e dico “It’s for you!” nel caso non l’avessi capito, bestia!
E poi “It’s handpainted!!”
E qui…campane!
Ce l’ho fatta!
Era un anno che volevo dirglielo!
A mano!
A MANO cribbio!!
Mi sorride (anche se è più corretto dire che stava già sorridendo, che sorride sempre) e fa di si con la testina.
Schifoso! Quanto ti odio! Ti odio così tanto che ti spelerei a furia di strusciarmiticisivi addosso…
Ma Ewyn, che non ha tempo per i sentimentalismi, lo guarda dritto negli occhi e gli fa
“She made it!” indicando la Sandra.
In fondo voglio dire, è quasi la verità, no? La Gialla è la cugina ed il sangue è quello.
La piccola pulce del mio circo si volta, individua la Sandra, gli punta il ditino contro * CRACK * (Eh? Io? Che ho fatto?) e gli fa “Oh icchè tu l’hai fatto, te?”
La Betta gli fa di si con la testina…poi ci pensa, si dice “Minchia, vecchia baldracca, ogni lasciata è persa!!” e gli butta un bacio.
E qui, porco Giuda e tutti i traditori della storia, lo vedo sgranare gli occhi un nanosecondo, arriccia il labbruzzo superiore e le ributta il bacio.
“MAAADONNA *”&%§#@!!!!!!” grido senza ritegno.
Ma almeno avverti, schifo di fogna, vuoi forse ammazzarmi?
La Betta l’ha presa benissimo, ma io ero ingenuamente a due centimetri dalla di lei faccia quando le ha buttato il bacio e me lo sono visto in slow motion…cazzo…ma quell’uomo è pericoloso!
In una fanfiction ho letto una volta che Orlando è come il sole…non è che non vuoi guardarlo, è che non puoi, perché farebbe troppo male.
Mò carza…per voi?
Come se non bastasse, mentre firmava gli autografi lì davanti a noi non ha trovato niente di meglio da fare che peggiorare la situazione mettendosi a fare conversazione sul tempo e su quanto caldo facesse.
L’ho guardato e gli ho fatto “Eheheh…non tu sai quanto, nacchero!”
Ma io ti stronco le ascelle, troiaio indefesso!!

Photobucket - Video and Image Hosting

Photobucket - Video and Image Hosting

Photobucket - Video and Image Hosting

Photobucket - Video and Image Hosting

Ma nessuno l’ha fermato e com’è venuto se n’è andato ad elargirsi un po’ più a tergo.
“Sandra, ce l’hai?”
“Ericheit, ce l’ho!” e mi fa vedere le foto.
“MERDA!” faccio con ferocia “Non lo si può guardare!!”
Adesso il piano è chiaro: aspettiamo che tutte queste pecorone si levino dai tre passi, guadagnamo la prima fila e piano piano strisciamo verso l’entrata dell’Odeon, così quando esce BAM! una scarpata in fronte, lo gettiamo di traverso su una spalla e VIA nella notte!
Un piano eccellente, non c’è che dire.
Intanto ci godiamo il resto della passerella, dopo il main event.
Ovviamente c’è anche Keira, scusate, ho dimenticato di collocarla non perché non mi piaccia ma proprio perché ho una mente a senso unico!

Photobucket - Video and Image Hosting

Photobucket - Video and Image Hosting

Ad un tratto il mio radar ormonale impazzisce.
Mi dico “Ma che diavolo?…che ci sia di nuovo il Laido vicino?” e mi guardo attorno.
Resto a bocca aperta quando s’avvicina uno a firmare autografi.
Do una gomitata alla Sandra e le faccio “Sandra??…chi è sto fico incredibile!!”
E lei, con l’aria di chi la sa lunga “È Norrington…”
“COOOOSA???”

Photobucket - Video and Image Hosting

Ma dico io…ma che è, mi distraggo un attimo e mi diventano tutti gnomi??
Comunque la passerella continua; passano alcuni che a quanto ho capito sono di O.C. che se la tirano da strappo e passa anche quell’abulico del fidanzato di Keira.
Figliola, mi garbi ma in quanto a uomini a meno che tu non sbavi per Orlando, io di qua e te di là, eh?

Photobucket - Video and Image Hosting

I sudiciumai iniziano a levarsi dai maròni e noi ci gettiamo in prima fila, stacchiamo lo striscione, lo lisciamo e lo riattacchiamo davanti a noi.
Arrivano gli ultimi ritardatari fra i quali anche il bimbo di Willy Wonka tutto vestito di celeste, con un cappellino e così carino che abbiamo avuto tutte un moto di tenerezza guardandolo.
Volevo fargli una foto, ma povero piccino, mi pareva d’essere pedofila!
Molti invece gli hanno chiesto l’autografo e lui tutto emozionato e sorridente s’impegnava a firmarli…belliiiinoooooo!!!!!
Quando è chiaro che sono già tutti entrati ci voltiamo e finalmente ci crettiamo a sedere.
Per terra era il delirio.
A parte qualche persona morta c’era davvero di tutto.
E non vi dico cosa c’era nello zaino della Betta!…anzi si, ve lo dico!
Il formaggio del quale avevamo usufruito all’incirca 8 ore prima era fuso, i panini erano diventati piadine ed il prosciutto cotto aveva prodotto una sgradevole acquina fetoica che s’era sparsa per tutto lo zaino.
“Oh gaudio…” ha esclamato Sandruman con espressione piatta e sedendosi su un cespo di lattuga, mentre io strofinavo le mani sull’asfalto per togliere quell’odore.
Siamo distrutte, ma facendo due conti sappiamo che abbiamo più o meno un paio d’ore per rotolarci a terra, prima di doverci rialzare.
Niente di più sbagliato.
Alle solite urla scattiamo in piedi.
“Che c’è?? Che cazzo c’è??”
Non so quand’è che ce ne siamo accorte ma il balengo era uscito sul terrazzamento sopra l’entrata dell’Odeon.
C’è Orli che saluta tutti con la manina.

Photobucket - Video and Image Hosting

Impazzisco.
Gonfio i polmoni come una zampogna e caccio un urlo da Vikingo tra i fiordi.
“ORLAAAAANDOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!”
In vita mia avrò fatto poco, ma le lezioni di canto mi sono servite!
Qui ognuna di noi parte col suo dvd e ognuna ha la sua director’s cut, quindi dirò come me la ricordo io.
Come al solito mi pare che si giri al mio potentissimo richiamo dell’alpaca in amore e finalmente nota lo striscione, lo legge con tutta la faccina intenta ed io mi rammarico di non poterlo prendere a manate, poi sorride, tira su la manina col pollice in alto, la stende verso di noi facendo il segno della vittoria con le due ditine (rotte e subito) e quella stessa stronzissima mano se la porta poi all’altezza del cuore con quella sua faccia a
“Aaaaaaawwwwwwww!!!”
Io lo saluto come se fossi sul molo e lui sulla nave che salpa, mi manca solo il cappello di paglia col nastro, poi sono a posto!
Non soddisfatto dà una gomitatina a Keira, lei si volta e lui le indica il nostro striscione.
La Betta ha notato dal labiale di lei che, dopo averlo letto, ha esclamato “From Venice…wow!”
Una volta che purtroppo sono rientrati, mi volto ed esclamo “Ecco! Ma perché non è venuto fuori anche Johnny? Orlando è proprio meraviglioso ad uscire a salutare!”
Mi guardano “Erica…ehm…guarda che c’erano anche tutti gli altri fuori!”
Non l’ho detto per non essere ricoverata ma all’inizio non avevo visto neppure Keira…
In ogni caso siamo il ritratto della felicità!
La povera Silvia, depressissima, ci aveva raggiunte poco prima che riuscissimo ad andare in prima fila proclamando che era la sua prima ed ultima premiere; la poverina non solo aveva preso un sacco di botte e rischiato una tracheotomia di gomito da una valchiria ma non l’aveva nemmeno visto!
Quindi vi lascio immaginare la sua felicità quando sono usciti sul balcone e Orlebbra si è girato verso di noi!
Le ha fatto ritornare il sorriso!
Bravo ragnino, bravo!
Ci stiamo scambiando commenti bavosi sulla di lui persona quando vediamo sia Keira che Johnneeey uscire.
“Perfetto! Tra poco vedremo anche Orleaving!”
Ma Orleaving aveva altri piani.
Arrivano gli uomini della sicurezza ““Coraggio signorine. Non c’è più niente da vedere!”

TO BE CONTINUED...

Comments

( 7 comments — Leave a comment )
andnolewen
Aug. 20th, 2006 08:35 pm (UTC)
My gorgeous girls!! I wish I could read all of it :(
AH the pics...

*and lol the pic of Keira;s BF * LOL*
ladymarmalade77
Aug. 21st, 2006 05:01 pm (UTC)
I hope you will soon... *cuddles*

Someone said that Keira's BF looks like to Orlando...ehmmm....where exactly????
andnolewen
Aug. 21st, 2006 07:18 pm (UTC)
LOL!! he looks more like the missing member of Duran Duran in the early eighties LOOOOOOOOOOOOOOOOL

*no one looks like ORlando. is impossible!*

*snuggels*
ladymarmalade77
Aug. 21st, 2006 10:12 pm (UTC)
Indeed, but please don't be cruel I was a Duranie and I met Simon, John and Nick several years ago *runs to hide*
andnolewen
Aug. 22nd, 2006 07:04 pm (UTC)
YOu did!! OMG!! i loooooooooooove the Duranies!
I had a terrible crush on John. yeah..

Oh you must tell me all about that~!
ladymarmalade77
Aug. 23rd, 2006 04:36 pm (UTC)
Is it necessary? :P
andnolewen
Aug. 24th, 2006 05:13 pm (UTC)
Yes. :P when we have time soon!
( 7 comments — Leave a comment )