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POTC2 PREMIERE REPORT BY belda_bb

Eccolo finalmente, dopo più di un mese di sudore e sangue: il report di tutti i report. Perchè ad ogni incontro ravvicinato del terzo tipo con il Ladro di Mutande mi pregusto il momento in cui leggerò quello che scriverà belda_bb a riguardo. Perchè me adora letteralmente il suo modo di scrivere e puntualmente succede che, quando l'impavida scriba ci legge ciò che la sua mente ha partorito in videoconferenza, vuoi perchè la mascella ti si sloga in quattro diversi punti, vuoi perchè in preda alle convulsioni non si riesce a far funzionare il cervello come si deve, si finisce col dirle solo 'E' fantastico!' ed è quanto meno riduttivo. Perchè lei riesce a dosare e miscelare con assoluta maestria, come la più esperta alchimista, linguaggio fumettistico, manga, citazioni del sommo poeta, vernacolo fiorentino con una leggerezza davvero impressionante ed il risultato è assolutamente esilarante. E non oso pensare cosa sarà in grado di produrre la sua logorroica ed assolutamente depravata mente in futuro. Me e la twin sister aspettiamo fiduciose. :P

Sorry girls, this report is in Italian only for the moment. belda_bb will make it a little translation when she'll come back from her holiday.



“Coraggio signorine. Non c’è più niente da vedere!” gli uomini della security ci sospingono verso il fondo del recinto con estrema cautela, mentre ancora ruggiamo e sbaviamo.
Ci muoviamo camminando su una decina di centimetri di rifiuti tra bottiglie, panini, seggiole, mazzi di chiavi e custodie di cellulari andate perse nella calca e cerchiamo di farlo il più lentamente possibile.
È uscito Johnny, è uscita anche Keira e se ne sono già andati via in macchina ma…dove cazzo sta Orlando?
Sappiamo, grazie alla bussola ormonale, che quella bestia da circo Orfei è ancora dentro l’Odeon che scarrozza la sua appetibile carcassa con passo sbilenco, ma allora perché non viene fuori?
Ma gli uomini della security sono implacabili e ci governano fino a buttarci fuori dal recinto dentro al quale siamo state chiuse per 13 ore…
Barcolliamo provate attraverso i pali per biciclette di Leicester Square mentre dagli altri recinti, ancora schioccanti di saliva, alcune ragazze urlano proposte oscene alle guardie aitanti.
Rosanna, Silvia, Raffie, Sandruman ed io raggiungiamo le Tonny & Co intente a scambiarsi sugosi particolari con altre tre ragazze reduci da Sua Maestà La Bava ed in capo a tre secondi apriamo una centralina di telefonia cellulare raccontando che cosa è successo a chiunque ci venga in mente di chiamare.
Barcollo, schivando come meglio posso i poliziotti, le ruspe e le transenne vaganti e chiamo mio padre.
“Babbo! Babbo! L’abbiamo visto!”
“Eh…”
“Gli abbiamo dato il quadro! Era contento!”
“Ah…”
“Poi abbiamo visto anche Johnny Depp!”
“E chi è?”
“Stamani ci hanno…come chi è?”
“Eh…che ne so…”
“Ma…”
“Quando tornate?”
“Domani sera.”
“Ti registro la partita?”
“…si…”
“State attente”
“…babbo…non te ne frega una sega di sapere com’è andata?”
“Si, si, come no”
“L’abbiamo visto e…”
“Brave”
“…si vabbè, babbo, ciao, eh?”
“A domani”
Per dare soddisfazione, decisamente mio padre ci sta dentro!
Ma passiamo ai miei piedi, lì a reclamare attenzione almeno quanto la mia vescica.
Le odiose mattonelle tipo pavè della piazza non aiutano, tanto più che per non smentirmi ho portato un paio di calzature leggerissime che pare di stare scalzi…avevo nello zaino dei sandali a infradito comodissimi ma dopo 13 ore sotto al sole a rotolarmi per terra come una barbona drogata ho pensato fosse più civico evitare di sfilarmele.
“Bene ora basta!” penso in preda al dolore che oramai mi fa perdere il lume degli occhi “Andiamo tutte al cesso!” e senza attendere risposta in italiano, inglese, olandese o tedesco che fosse, marcio decisa verso i servizi.
Diverse urla goduriose al limite del porno ed una caccia alla carta da culo dopo, usciamo tutte e Totti e ci si pone un problema.
“Faaaame…” ma dove, dico, dove andare a mangiare?
IL CORSO DI PIOVRA

Eravamo al Warner Village Cinema, all’incirca un mese e mezzo prima.
In particolare, quella volta andavamo a sollazzarci gli ormoni con ‘Chiedi alla polvere’.
Stavo già pregustandomi la cattiveria di Colin Farrell che la Betta mi fa
“Erica! C’ho da darti una notizia!” col muso di culo ridente.
“Oddio…e ora che c’è?” sbuffo. Ho paura quando fa così e lei lo sa.
“Orlando sarà a Londra il 3 di Luglio per la premiere della Maledizione 2…”
Gemito di dolore “No!…”
Svolazzar di sopracciglia “Vieni con me?”
“Che cazzo di domande fai! Ovvio che vengo con te, cretina!”
“Non vedo l’ora!” felicissima e determinata.
“Io no!…” con la faccia a pena di morte.
“Perché???” esterrefatta.
L’ho guardata quanto più eloquentemente possibile “Perché a stà girata so ESATTAMENTE quale inferno del cazzo mi aspetta!!!”
La Betta ci pensa un secondo, poi mi fa “Pare che ci sia anche Johnny Depp!”
L’anima m’abbandona “Ecco…ora si che sono più tranquilla…”

Immediatamente Sandra e Raffaella si mettono alla ricerca dei biglietti dell’aereo e di un albergo dato che io non posso: non ho più internet da sette mesi, alla Telecom non mi liberano la portante perché hanno tutti la madre maiala!
Tornando a noi…la Gialla, con triste immobilità di mani conigliose, questa volta non potrà esserci; ha dovuto fare una scelta estremamente difficile: Londra e adorare il cibo sull’aereo, o sposare l’uomo dei suoi sogni?
Meno male non è venuta!
Chissà come ci sarebbe rimasta male quando quei rabbini bastardi della Meridiana non hanno servito né il pranzo su un volo che partiva alle 13.30, né la cena su un volo che partiva alle 19.15.
Consigliamo spassionatamente di scegliere un’altra compagnia per volare, una che non serva solo roba a prezzo doppio e che anche in quel caso non abbia solo 3 panini per tutto un aereo…dopo 220 euro di biglietto, potevano fare meglio.
Quindi a questo punto il gruppo pare sia così costituito:

- Sandruman, detta Sandra o Betta o Miss_Muffin, con le personalità alternative di Mac Guyver e Wonder Woman e la funzione di sobillatrice ormonale, vomita maialate, peso morto, stupra cuscini.
- Raffaella, detta Raffie o Nanakomatsu e fermiamoci qui sennò si fa notte, con la funzione di occupatrice di letti a due piazze, smarritrice di calzini zozzi, vittima della sicurezza aeroportuale e maggiore azionista della Omnitel.
- Rosanna, detta Ewyn che assurgeva al non semplice compito di CaronCiceroPastorAngelocustode, di promotrice della cultura (perché le sa: TUTTE!), bardo da camera, fotografo giapponese e massaggia estremità.
- Silvia o anche Elf o anche Alles o anche in piedi, la folata di freschezza del gruppo, aveva il compito di sorridere sempre di felicità, mostrarsi entusiasta di ogni angolo di Londra e scoraggiare la scurrilità maialosa della Sandra con un battito di ciglia.
Ed infine
- Moi, detta Erica detta Belda, con la funzione di scriba di corte, fabbrica di cazzate, maniaca del calcio (e di calciatori) e vice-presidente del Frappuccino Fan Club.


Io, Raffie e Sandruman saremo partite da Firenze-Peretola il 30 giugno per beccarci in Hotel con le altre due.

_22 Giugno_
La Sandra mi chiama al telefono “Ericheit, ci sei stasera?”
“Mmmm…si…perché?”
“Perché stasera si fa lo striscione per la premiere!”
“Si?…e con quale frase intendiamo umiliarci quest’anno?”
“Me l’ha scritta Ewyn, ascolta: From Venice, to London Through Sanremo: Thanks Mr Bloom!” o come ha scritto la Sandra durante una prova ‘Blool’

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Squartiamo un lenzuolo di nonna Giulietta che ci rincorre col battipanni urlando “Selvagge!!” e ci mettiamo al lavoro riesumando le mascherine usate l’anno scorso; mentre cercavamo di fare entrare la parola ‘Sanremo’ assieme a ‘through’ la Gialla alza lo sguardo e mi fa scotendo il testone giallo “Quanto la vedo bigia!!”

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Ma alla fine, sudate come mercenarie, riusciamo nel nostro intento e lo striscione è pronto con tanto di smile e cuore.

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Semplice ma simpatico, no?
Dopo lo striscione è la volta del quadro, il dono di noi poveri contadini giapponesi a Sua Maestà Calpestaci ed ovviamente chi poteva farlo in una giornata se non RapiClòd, l’aerografista/schiavista più veloce del mondo?

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È fatto su una lastra di plexiglass e ricoperto col lucido cotto poi da un carrozziere per questo io, Sandruman e la Raffie ci siamo permesse di leccarlo abbondantemente.
Giovedì 29 ci siamo ritrovate per dargli il tocco finale nel giardino della Gialla, sotto l’attacco d’una falena gigante che voleva prendere il comando del cervello della Raffie gli abbiamo scritto una dedica.
Poi c’è stato un attimo di dilagante follia: ero persa nel replay della testata che gli avrei dato una volta che l’avessi visto, con lingua di fuori, occhi strabici e schizzi di bava, e mentre la Raffie si rotolava sul letto con una sublussazione alla mandibola, la Betta esclama
“Io voglio farmi una foto con lui!”
“Io vorrei solo riuscire a brancicarlo…” ribatto risucchiando la lingua.
“E che ci vuole?” commenta lei “Devi solo fare la piovra!”
“Sandra!” le faccio con le fiamme della determinazione negli occhi “…nei prossimi 4 giorni devi farmi un corso di piovra!”

“PORTOGALLO: L’ISOLA DELLE FEMMINE”

Venerdì mattina Bett’n’Raff dovevano passarmi a pigliare alle 11 spaccate…alle 11.15 ancora nulla, così decido di chiamarle e la Betta mi vocia trafelata che stanno arrivando e che hanno avuto un piccolissimo contrattempo.
Lo sapete che aveva fatto Arsenio Lupin?
Aveva chiuso il lucchetto della valigia con la chiave infilata per l’occhiello dentro al lucchetto stesso…era in ottima compagnia comunque.
Infatti la Raffie, credo per solidarietà, aveva scordato il caricabatterie del cellulare sul comodino e se n’è accorta solo una volta arrivate all’aeroporto; stavo già cantando vittoria che Babbo-Betta è tornato a casa a prenderlo.
Però dico: la Raffie dimenticare il caricabatterie?
Sarebbe come se Superman dimenticasse il mantello!
Per fare il check-in ci mettiamo due ore perché la tipa al banco era una tale rincoglionita che hanno dovuto aprire altri 2 banchi di check-in per non farci perdere l’aereo!
La Raffie iniza a ballare sul posto.
“Raffie non ti preoccupare, non perderemo il volo!”
“No è che…ho i pantaloni larghi e questa cazzo di spillettina da balia che ho per tenerli è troppo piccola!”
“Uhm, cavolo…” faccio io infoltendo le sopracciglia “…che cosa potresti usare?”
“Mi ci vorrebbe…” torcendosi come una salamandra ed infilandosi l’aghetto sotto l’unghia “ARGH!…una spilla da balia più grande”
Sospiro “Non ce l’ho…mi dispiace…”
“Nemmeno io…” fa la Betta.
“Vabbè…vorrà dire che al massimo resterò in mutande!”
“Ahaahahahahahahahaha!” rido complice.
Ma qualcosa è scattato nella Betta.
Lo vedo da come tiene gli occhi a palla fissi in un punto davanti a sé.
Parte la sigla di MacGuyver, la Betta si piega in due, perché chinarsi è troppo normale e prende a forzare il complicato sistema di cerniere del suo zaino.
Ora, per chi non lo sapesse, MacGuyver era un telefilm degli anni ’80 che raccontava di quest’uomo dall’oscuro passato e dalla vita non esattamente lineare, che era così colto e così intelligente che conosceva tutta la chimica, la fisica, la trigonometroplettica ecc. ecc. come fosse una filastrocca ed usava il suo sapere per tirarsi fuori dai numerosi guai in cui capitava. Per dire…trovava una pesca muffita, una biro ed un elastico e costruiva la bomba atomica, tipo così, no?
Ma intanto che noi ripercorrevamo le gesta di MacGuyver, la Sandra trova quel che cercava ed estrae da una custodia bianca e piccola (col necessario per il cucito di una pulce) uno spadone da balia col quale trafigge i calzoni della Raffie.
Facciamo appena a tempo a correre al nostro gate e la Raffie, manco fosse un terrorista croato, viene rivoltata come un calzino da una virago bionda tinta di due metri per due.
Ovviamente io e la Betta, sorridendo beate, ci siamo annidate in un angolo a guardarla tentare di sembrare innocente man mano che Frau Ceffo estraeva buste d’assorbenti con dentro fermagli, ciocche di capelli di varie misure e texture, un bingo tascabile e qualche oggetto vibrante…
L’ha lasciata andare solo dopo aver ripetuto l’operazione tre volte e con gli occhi sempre più ridotti a fessura.
Io e la Betta si aspettava solo di sentire pronunciare le parole ‘perquisizione delle cavità corporee’, ma siamo state disattese.
Per fortuna il volo va bene, sensazione di risucchio degli organi interni a parte.
C’erano dei monitor sopra quasi ogni fila di sedili che mostravano altitudine, velocità, tempo di percorrenza e temperatura fuori dal velivolo, nonché il percorso in tempo reale…indubbiamente li avranno installati coi soldi risparmiati dai pranzi…quindi, a 39.000 metri d’altitudine, ho potuto vedere perfettamente le coste della Normandia ed il momento dell’arrivo su Brighton abbarbicata sul mare!
Appena atterrate in suolo inglese, quando ancora eravamo sedute, sentiamo fare dall’altoparlante sopra le nostre teste “…incoraggiandovi a conoscere la nostra fauna…Portogallo: l’isola delle femmine!”

“IL NOTTETEMPO”

“Vabbè, avremo capito male!”
Facendo spalluccia scendiamo a Gatwick, solo che stavolta sono preparata al silenzio ovattato; riprendiamo le valigie e cercando il Gatwick Express passiamo davanti ad un negozio di muffin freschi.
“Evvivaaa!” grido, perché in mancanza della Claudia qualcuno deve gridarlo.
Mi frego vorticosamente le mani e gliene chiedo uno al mirtillo mentre la lutrumosa Raffie si prende un double chocolate e, sbavando vogliosa, terrorizza la commessa.
La Sandra nulla, perché lei vive d’aria e d’Orlando e poi può sempre costruire un forno per pizza con un fermacapelli, un cucchiaino ed una pallina di gomma.
Una volta salite sul treno e sistemate sono assalita dalla voglia di conversare amabilmente con le mie compagnucce di viaggio sulle nostre prime impressioni; alzo lo sguardo e le vedo così

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…nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo che hanno già estratto i cellulari e stanno messaggiando tutte contente, la Betta addirittura con due mani e la Raffie così velocemente che non le si vede neppure il pollice.
Socchiudo gli occhi a fessura e sibilo “Se questo è quello che avete intenzione di fare per tutto il soggiorno, vi strappo quei cellulari di mano, spengo la vibrazione e ve li infilo NEL CULŬ!”
Ridono, del tutto ignare che oh! Si che lo farò! quantunque abbassano gli attrezzi cosicchè sia io che la Raffie possiamo dedicarci alla degustazione dei nostri muffin.
Cercavo, con le sopracciglia danzanti, di carpire il risultato della partita da quei gran culo accanto a noi che dormivano nonostante avessero una tv lcd portatile, quando la Raffie, giusto per mettere in chiaro come sarebbe andata la vacanza, strilla “…CON IL CHOCOLATE RIMMING!!!”
Magari urlato su un treno in Italia lo capisce una persona in tutto il vagone, mentre in Inghilterra…bè…è in inglese!
A Victoria Station scappiamo dal treno, c’infiliamo in metro e salpiamo per Earl’s Court.
Ci sono solo 2 linee a Londra, la verde e la gialla, che mi fanno bestemmiare come un orco tutte le volte che le prendo; passando sullo stesso binario, non ricordo mai che si deve guardare qual’è e dove va in testa al treno. Quest’anno e per un caso del tutto fortuito, avevo preso quella giusta, solo che non avevo letto che passava anche per Sloane Square.
“NO! Abbiamo sbagliato! Tutte giù!!” urlo appena leggo il nome della stazione e ci scapicolliamo sulla banchina.
Felice d’essermene accorta mi guardo attorno, estraggo la mappa, controllo…eravamo su quella giusta. Alzo gli occhi e la metro era ancora lì, piena di gente che ci guardava incuriosita.
Sorrido in maniera smagliante e sussurro senza muovere le labbra “Fate finta di nulla, prendiamo il prossimo…”
Quando finalmente usciamo in Earl’s Court Road siamo unte come un cartoccio di pesce fritto e sudate che un muratore d’agosto fa meno schifo; ci fermiamo qualche passo oltre l’entrata della metro “Bene…cerchiamo la via dove sta l’albergo!”
Allungo la mano nel mio zaino, estraggo il London Street Finder e non faccio neppure a tempo ad aprirlo che
‘FHUU!!’
accanto a noi si materializza un vecchietto tutto sorridente che ci fa “Are you lost?”
Flap-flap…battito di ciglia e tre secondi per capire da dov’era venuto…
“Ehm…yes…cioè, no…”
“What street are you looking for?” sempre più contento.
“Ehm…Cromwell Road…” in realtà sapevamo benissimo dov’era, ma era così incredibilmente inglese questa cosa, che abbiamo voluto godercela tutta.
“Ah! Fine…” s’accinge a spiegare, poi ci guarda, ci ripensa e chiede “What Hotel are you looking for?…” aggrotta le sopracciglia, poi fa “Quale Hotel…sta…cercando?”
E noi “MA! Parla italiano!!”…montanare.
Sicchè, contento oltre ogni dire, inizia a spiegare alternando qualche parola d’italiano a qualcuna inglese “And after the…how do you say ‘traffic light’ in italiano?”
E io, sempre più divertita “Semaforo!”
E lui, che si divertiva più di me “AH!!” contentissimo “FEMAFORO!”
Lo guardavamo esterrefatte, un po’ come si guarderebbe un gatto suonare il violino, poi d’un tratto esclama “And there’s a GRANDISSSSIMA STRAADAAAA!”
Quando l’abbiamo salutato e ringraziato quasi ci dispiaceva vederlo andare via.
Seriamente…è saltato fuori dal nulla, neanche fosse stato in agguato tutto il giorno ad aspettare che qualcuno mettesse fuori una cartina, quasi come la bacchetta col Nottetempo!

“TOTTEEEEEY!!!”

Andando in giù faccio gli occhi lunghi in tutti i pub che vedo per individuare dove avrei guardato la partita dell’Italia quella sera.
Cascasse Gesù, dovevo vedere quella partita!
Le nazionali sono le uniche squadre che mi piace vedere giocare…io sono una purista del calcio.
Il calcio inglese fatto dagli inglesi, l’italiano dagli italiani, il tedesco dai tedeschi, il francese dai…bè, il francese dagli africani, diciamocela tutta.
In albergo dopo averci dato la chiave ci comunicano allegramente e mezzo in spagnolo che siamo al 4° piano. Per un attimo ho temuto davvero succedesse come l’anno scorso al Garden View, dove s’arrostiva di caldo e l’ascensore era rotto.
Quasi mi avesse sentito il ragazzo esclama “Ui haba lift!” detto proprio com’è scritto ed una alla volta andiamo su, perché più di una con la valigia non ci si stava manco a pregare in cinegrese.
Vado su per prima.
Sguscio al 4° piano coadiuvata dal mio sudore che nella breve corsa s’è decuplicato (cosa cazzo ci fa la moquette sulle pareti dell’ascensore?!?!?!) entro, inorridisco, lancio la valigia in un angolo, apro il cesso, urlo e quando arriva la Raffie esclamo
“Dio! Che stanza di merda!…bene, io vado a pisciare…”
Però pensandoci bene e per quel che costa (‘na cazzata) non è poi malaccio.
Io e Pandruman prendiamo il letto ad una piazza e mezzo vicino alla finestra mentre quella gran culo della Raffie l’altro, con 2 cuscini e tutto per sé…maledetta…io sono l’unica che disfa quasi tutta la valigia, appendendo coraggiosamente i miei abiti nell’armadio: un pertugio nel muro sommariamente foderato da un’aggiacciante carta verdognola e chiuso con due mezze tavole munite di pomello. Le grucce, eccetto due, sono come quelle del film ‘Mammina cara’
“Cristiiina! Cosa ci fa un vestito da 300 dollari su una gruccia di ferro!…EH!?”
“…no mammina!…AAAAAAHHHH!”
“E i’bbagno?…l’hai pulit’ì’bbagno? Andiam’a’ppulir’ì’bbagnooo!”
La Raffie appende solo tre cose che rischierà di dimenticarsi; in compenso però riuscirà a perdere la busta dei Nuvenia Ali&Penne Maestre con dentro i fermagli ed anche un’intera busta di calzini zozzi.
La Betta non disfa niente.
Annida in un angolo la sua valigia, che apre e richiude ogni mattina e sera senza lasciare traccia di sé…tranne ovviamente che sul mio cuscino……
Ci bussano poi alla porta Ewyn ed Alles, cioè Rosanna e Silvia che stavano rientrando da uno dei loro giri di ampliamento culturale; come si fa sempre in questi casi, confrontiamo le nostre stanze. La loro era più piccola ma col bagno più grande e bello ed io e le altre ci abbandoniamo all’invidia per circa 3 minuti.
Dopo di ciò è la volta della doccia nel bagno con vasca senza bidè, senza finestra e con l’aspiratore rotto: si lava la Betta (30 secondi netti più vestizione), la Raffie (40 minuti con gargarismi, urla improvvise da scivoloni e pennichella sotto la doccia) e quando tocca a me è come entrare in un geyser.
C’è una nebbia così densa che mi devo mettere pinne e boccaglio per raggiungere la vasca.
Decidiamo quindi di lasciare sempre la porta aperta…tranne un paio di volte che io e la Raffie siamo uscite fradice peggio di prima e poi ci siamo candidamente domandate “Ma perché cazzo ho tenuto la porta chiusa?”
Mentre urlo “Presto presto presto! Inizia la partita! Presto!!” e la Raffie inciampa un po’ ovunque (diciamo che ha provato con impegno a spaccarsi la faccia in camera per 5 giorni) usciamo, d’accordo con le altre che ci avrebbero raggiunte dovunque si fosse fermata la mia furia calcistica.
La Betta, conoscendomi, mi ha ingiunto di trattenermi; non si sa mai che fossero tutti pieni di birra e per l’Ucraina, però non aveva calcolato Ewyn: con una manciata di patatine infilzate sulla forchetta urlava come un vikingo ad ogni azione dell’Italia!
Fortunatamente e stranissimo, erano tutti per l’Italia.
Siamo salite al primo piano del ‘The prince of Teck’ e c’era solo un tavolo dietro una colonna da dove non si vedeva il mega schermo…

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Alla fine ci siamo dovute sedere al tavolo con un buzzurrone incrediviglioso che tritava fish’n’chips sotto ai baffoni.
Io ero tutta nel mio mondo.
Mangiare il piatto nazionale inglese in un pub, bevendo birra e guardando la partita mi rendeva oltremodo felice…ma io, si sa, mi accontento di poco!
Appena ci portano quel tripudio di fritto che imperversa sulle tavole inglesi da oltre 150 anni, il nostro compagno di tavolo ultra rozzo fa la faccia di chi la sa lunga, anche perché l’usanza inglese vuole che nel pub (dato che loro praticamente ci vivono) tu non capisca più con chi sei al tavolo e qual è il tuo piatto!
La partita era già iniziata da un po’ quando ci raggiungono anche Rosanna e Silvia, ma la cosa che più mi butta via è il cronista inglese quando dice ‘Totti’. Ogni volta mi stroncavo dalle risate.
Mentre la Raffie si flesciava di brutto sul portatile di un cinese che stava usando msn, l’Italia va in vantaggio.
“Ma…ma…lo sta usando con tutti i caratteri cinesi!…ma come cazzo fa??”
Fra un occasione da goal e l’altra, vengo a sapere che Silvia è una fan dei Queen almeno quanto me e ci mettiamo a ragionare delle mutande di Freddie Mercury quando d’un tratto esclamo “Sai, quando ho vissuto in Inghilterra da ragazzina, sono andata alla casa di Freddie con un’amica ed ho scritto sul muro una dedica con il bianchetto…m’è quasi venuto un colpo quando l’ho vista ripresa nel video di ‘Made in Heaven’!”
Alchè la Silvia mi guarda, mi punta il dito contro e mi fa “Si me la ricordo! È tua quella scritta? Non ci posso credere!”
Credo fosse nel 1995, avevo scritto ‘Freddie U R our Queen! We love you!’ i nostri nomi e la data. Le dico che se avessi dovuto tornarci non l’avrei saputa ritrovare nemmeno a calci nel culo quando Ewyn, con l’occhio lungo fa “Che problema c’è? Ti ci porto io!”
Così, col cronista che urla “Totteeeey!” usciamo e seguiamo Cicerone in una stradina, proprio davanti al nostro albergo.

“GLI ORSACCHIOTTI VOGLIONO ORLANDO”

Dieci anni da quando avevo percorso quella via in una nuvolosa mattina di…uhm…forse febbraio? Ma vedo con orrore che delle scritte non c’è traccia e che il muro è stato riverniciato con una pittura la quale, dice Ewyn, rende il muro impraticabile per le scritte.
M’indigno e protesto, poi mi fanno notare che sono passati 15 anni e che magari i nuovi proprietari s’erano un po’ rotti il cazzo del muro scarabocchiato da fans deliranti.
Ci ritrasciniamo all’albergo dove veniamo accolte in spagnosilianoghese, c’infiliamo alla spicciolata nell’ascensore-supposta e ci diamo appuntamento per la mattina dopo alle otto e Tottey per la colazione.
Rimango a tutt’oggi dell’idea che in quella moquette ci fosse qualche sostanza stupideficente…prima delle 01.30 non c’è stato verso d’andare a dormire.
Una specie di demone deve averci posseduto il cervello costringendoci a farci delle foto così idiote che abbiamo rischiato più volte di pisciarci addosso e di essere mangiate vive da Ewyn che, con la camera lì accanto, sentiva nitidamente i nostri nitriti.
A questo demone dev’essere piaciuta così tanto la nostra compagnia che è tornato la sera dopo e quella dopo ancora e via discorrendo fino alla fine del soggiorno.
Mai riso così tanto e così sguaiatamente quando invece sarebbe stato dato di suppore che fossimo segate in due, cotte, marce e sfinite.
Suona la sveglia, un lampo che squarcia il cielo, la Sandra balza in piedi seguita dalla sigla di Wonder Woman e si precipita in bagno
“WONDER WOMAAAAAN!! All the world is waiting for youuuuu! Tarattararattattarattaaaaaa! And the power you posess! Lalallaralallaaaa!!”
…per uscirne 30 secondi dopo completamente vestita e con lo zaino in spalla.

…silenzio…

Alzo faticosamente la testa, la guardo con malcelato disgusto e faccio “Che…devo andare a vestirmi…presumo…”
La Raffie non fa testo.
È ancora stesa faccia in giù nella propria bava e non ha mosso un muscolo nonostante il tuono e la musica.
Mentre la Sandra prova a svegliare la Raffie con il supplex di Antonio Inoki, un 619 alla Misterio ed una testata torcibudella, mi rendo umana in cinque minuti e vado a prendere amorevolmente a calci la nostra amichetta perché siamo in ritardo e sento che Ewyn e Silvia hanno già attaccato con la ‘Cavalcata delle Valchirie’ e ci attendono fuori della porta con la luce della cultura negli occhi!
Una volta scese e dopo che la Raffie è inciampata tre volte nel lenzuolo, nella valigia e nella tazza del cesso, facciamo a schiaffi con delle formiche giganti che ci avevano preso il tavolo, perdiamo miseramente e ci rifugiamo in 5 in un tavolino da tre.
Sorseggiando un caffè che era acqua sporca, ancora peggio del peggior caffè d’orzo, ci dedichiamo a cospirare il programma della mattinata.
“Devo entrare in una chiesa inglese! Prendere una ciambella di Homer e bere il frappuccino da Starbucks!…poi non vi rompo più le balle!” esclamo.
Nemmeno finito di parlare, si sente un ticchettare veloce e preciso e sappiamo che proviene dalla testa della Rosanna che sta pianificando il percorso.
Cinque minuti dopo e con gli stomaci prominenti di toast siamo fuori e pigliamo la metro per Westminster.

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Ewyn ci mostra il parlamento, narrandocene la storia e mentre risaliamo Parliament Street vedo una cabina telefonica e mi prende il cretino.
“Raffie! Raffie! Fammi una foto!” le faccio lanciandole la digitale.
“Eh? Ma dove vai?” chiede mentre l’afferra e mi vede sparire nella cabina.
“…devo fare ‘In linea con l’assassino’!!”

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Arriviamo a Downing Street, che grazie ai terroristi è completamente chiusa da cancelli di ferro e sorvegliata dai poliziotti e poi al Quartier Generale dell’Esercito, con relativa guardia impalata che mi fa sempre un’impressione incredibile; diamo una fugace occhiata al St. James’s Park, prima di risalire fino a Trafalgar con Ewyn che ci illustra tutti gli obelischi ed i monumenti che incontriamo sul nostro cammino.
Sfortunatamente la Nelson’s Column è impalcata ma non è lì che Rosanna ci vuole portare.
Nell’aria c’è un festante scampanare per non so quale occasione che proviene dalla chiesa di St. Martin’s in the Fields dove battezzano i figli dei reali…per la mia gioia la chiesa è chiusa, ma non ci priviamo di un giretto nel caffè ed allo shop nella cripta.
C’era un sacco di manifattura celtica col quale mi lustro gli occhi, però con la logica ‘Tanto ad agosto vado in Irlanda e compro tutto lì’ non acquisto niente.
In Irlanda poi non ci vado più, quindi l’ho preso doppiamente…NEL CULƯ!!
Proprio quando riusciamo da quel luogo di culto&commercio, vediamo qualcosa che ci ricorda inevitabilemnte che il mondo è bello perché è vario, ma soprattutto che il Gay Pride è vicino!
Noi pensavamo fosse domenica, cioè il giorno successivo…

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Quanto ci sbagliavamo!!
La fermata successiva è Piccadilly Circus, con la statua di Eros.
Ci scateniamo a far foto ascoltando i cenni storici di Ewyn quando, con la coda dell’occhio, vedo qualcosa che mi impesterà il resto della vacanza…

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Forse anche per non pensare a cosa avrei dovuto affrontare lunedì, da quel momento mi danno per trovare un poster di John Terry (difensore dell’Inghilterra).
Intanto la Raffie mi accompagna a leccare la sua gigantografia.
L’insegna rosa e rettangolare del negozio di ciambelle mi chiama come una sirena; passiamo accanto ad uno che predica che Gesù c’è, seduto al sole sul marciapiede con microfono ed amplificatore e conquistiamo il nostro lutrumoso pezzo di pasta dolce, rotonda e col buco, glassata e non…che ci abbiano levato i peli del culo per una ciambella ed un thè è un dettaglio.

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Dopo le ciambelle andiamo da Hamley’s perché la Betta doveva prendere il pupazzetto dei Fimbles per la nipotina di dieci mesi.
Come entriamo è il delirio.
Ci sparpagliamo, chi su per le scale di Narnia, chi per le scale mobili, chi su per le guardie alte un metro e ottanta…dentro c’è davvero di tutto, per dirne una: il trivial su PotC!
Bestemmiando a tratti perché siamo povere, ci facciamo tutti e 5 i piani sbavando, soprattutto sui gadget e le action figure della Maledizione e ci soffermiamo poeticamente a comprarci delle biglie di vetro al famoso stand delle marbles.
Una cosa veramente carina che hanno è il paese degli orsacchiotti, dove te ne fai uno tutto tuo! Scegli la testa con attaccato il corpo vuoto, fra gatti, orsi, cani, elefanti, scimmie ecc. ecc. vai alla macchina spara ovatta e lo riempi, puoi scegliere la sua voce tra i versi preregistrati degli animali oppure incidere qualcosa tu, poi scegli il suo cuore di legno colorato, lo porti a cucire al banco accanto e infine lo vesti come ti piace!
Che cosa romantica, nevvero?
Così romantica che non ho potuto trattenermi.
Mi sono appropinquata con passo sbilenco ed occhi a fessura al cesto con i piccoli registratorini quadrati di plastica bianca, ho cominciato ad afferrarli uno per uno e a registrare “Orlando ti vooooglio!!” con voce cavernosa ed assatanata.
Dopo un po’ la Raffie mi ha individuata e trascinata via che ridevo malvagia pensando al povero sciagurato che avrebbe sentito la mia esplosione d’ormoni, anche se in italiano…tanto bastava il tono!

“LE MOGLI DI ENRICO VIII”

Una volta uscite ci ritroviamo nella via principale, solo un’ora prima sgormbra e linda, tutta transennata e ci viene un dubbio “Che sia oggi il Gay Pride?”
Quindi ci prendiamo un posto in prima fila sotto ad un sole cocente perché questa non ce la possiamo assolutamente perdere!
Iniziano ad arrivare i primi armati di fischietto ad incitare la folla ma sono i carri e le Drag Queen il punto di forza della manifestazione!
Io mi diverto come una pazza a fotografare e riprendere pensando che ci sono un paio d’amiche che schiatterebbero per poter essere al mio posto in questo momento…anche io schiatto un pochino a dire il vero, perché passa tale e tanta bella roba che pensare che quelli non me ne daranno mai nemmeno un pezzettino e nemmeno per sbaglio mi mette addosso una certa tristezza…

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Dopo circa una mezz’oretta inizio a sentire il cervello gonfiarsi e mi rifugio con la Betta all’interno di Hamleys; siccome anche la Silvia stava per andare a zampe ritte decidiamo di andare da Starbucks a mangiare (SIIIII!!!!).
La mia gioia quando mi sono seduta coi miei sandwiches cheddar & pickles ed il mio frappuccino ve la lascio immaginare!

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Esattamente dopo pranzo decidiamo di separarci.
Io dovevo assolutamente andare a vedere la partita dell’Inghilterra in un pub, magari bevendo birra ed allungando gli occhi su qualche bell’inglese mentre loro sarebbero andate alla National Gallery.
Mi dispiaceva un po’ non vederla, però non credo mi ricapiterà tanto presto d’essere in Inghilterra proprio per i mondiali di calcio, mentre la National Gallery da lì non la sposta nessuno!
Usciamo da Starbucks e pamperipimpumpam non c’è più un cazzo!
Nel vero senso della parola, non una transenna, non una bandiera inglese rosa, non un paio di chiappe di fuori…fanno quasi senso da quanto sono efficienti ‘sti inglesi!
Nel frattempo sono disperata.
Come al solito quando ne cerchi uno, i pub si sono nascosti tutti e quelli che troviamo sono tutti con ingresso a pagamento; alla fine mi lasciano in Trafalgar dove c’è un mega schermo, credendo che ci trasmettano la partita invece col cazzo!
Trasmettono il concerto del Gay Pride.
In quel momento ho un moto d’odio.
Spalancate le narici e digrignati i denti nella mia consueta espressione da battaglia, mi ricordo che nella strada percorsa quella mattina avevo visto una manciata di pub, così inizio a mulinare le zampe non m’importava per quanto; a costo di tornare a Westminster dovevo vedere quella partita!
Mi lancio in un pub piccino picciò, con delle televisioni veramente piccole ma è meglio che nulla.The Old Shades Pub.

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Sudata ed esultante mi guardo attorno; dato che la partita volevo vederla in mezzo ad esclamazioni anglosassoni evito di mettermi in un posto all’apparenza defilato, quindi piglio una Guinness, afferro una sedia e mi annido tutta sghignazzante da una parte.
Povera cretina che sono…in una decina di minuti s’è riempito così tanto che dovevo fare a labbrate per riuscire a non farmeli sedere in grembo; riuscirò a spostarmi solo nel secondo tempo, fra l’altro accanto a due bei ragazzoni…che fossi proprio sotto la tv e dovessi spezzarmi il collo per vederla sono dettagli.
Intanto la partita si scaldava ma il risultato non si sbloccava, in più la birra iniziava a fare effetto, ero sudata ghiaccia e con le gambe di mou. Io non è che ci sia troppo abituata, al contrario dei due accanto a me, già alla terza pinta per la metà del secondo tempo…
Ad un certo punto buttano fuori Rooney (per inciso, uno dei pochi attaccanti rimasti all’Inghilterra dopo che Owen s’è spezzato tutto) ed io riduco gli occhi a fessura, rapida occhiata attorno ed assumo le nuances della sedia per mimetizzarmi.
Arrivati ai supplementari, quei due accanto a me iniziano ad innervosirsi, ma per ora si limitano a battute del tipo “Petit! What a tit!!” (Petit è un giocatore del Portogallo)
Ciò mi fornirà poi lo spunto per allargare il grido ‘Totteeeeyyy!!’ a ‘Totteeey! Che tetteeeey!’
Dietro di noi intanto si mettono due ragazzette, forse residuo del Gay Pride, almeno da come si smanacciavano con evidente soddisfazione e senso di superiorità e sfida, che sono venute proprio per rompere i coglioni: gridolini isterici, tifo senza senso ora per l’una ora per l’altra squadra e altre cose che avevano il solo scopo di rendere ancora più nervosi i due accanto a me.
In condizioni normali mi sarei girata e gli avrei detto d’andare a leccarsela da un’altra parte ma al momento mi trovavo bloccata fra la folla ubriaca e rumoreggiante e troppo vicina ai rigori.
Così, mentre le altre amichette passavano un pomeriggio acculturato coi racconti di Ewyn su famosi dipinti e s’immaginavano Orlando vestito da Vergine Maria discendere fra loro rischiando d’essere cacciate da quanto ridevano, io avevo voluto la bicicletta e pedalavo.
L’Inghilterra, com’è noto, perde ai rigori ed io mi trasformo in Golgo 13

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e strisciando contro le pareti sgattaiolo fuori dal pub, prima che la situazione diventi violenta.
Purtroppo per la preoccupazione non mi sono nemmeno potuta godere le sugose e numerose inquadrature di Terry…chissà perché mi garbano questi tipi un po’ sdruciti?

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Nel pub accanto mi attendevano le amichette, rilassate e culturalmente arricchite.
Collasso sulla poltroncina con gli occhi fuori dalle orbite.
“Com’è finita?”
“Hanno perso…ai rigori…”
“Ohccazzo…”
Dicendola tutta, un po’ ci speravo che perdessero, così devono tornare a casa ed atterrare da qualche parte, no? Più tardi chiamerò mio padre perché si attacchi alla parabola e scopra dove atterrano e quando.
Intanto si decide di mangiare lì.
Eggs, roasted ham & chips mi parevano una buona scelta ma il prosciutto aveva dentro così tanti conservanti che se lo muovevi sotto la luce restituiva uno straordinario effetto madreperlato.
Raffie e Betta mi trascinano al bancone con loro, nel caso non capiscano qualcosa…lasciando stare i lacchezzi per ordinare, dato che tutte e tre c’eravamo dimenticate il nome d’un piatto, al momento di pagare il ragazzo le fa
“It’s thirteen forty!”
La Raffie sfodera il portafogli, colpo di capelli, danza di sopracciglio e con voce vellutata gli fa “Yesss!” e gli sorride con tutti i denti che ha; poi abbassa la testa, fa finta di cercare gli spiccioli nel portamonete e, senza smettere di sorridere, disserrare i denti o muovere le labbra, sgrana l’occhio sulla tempia modello lucertola e mi sibila “Che ha detto??”.
Quando usciamo da lì la situazione è già degenerata.
Iniziano a fioccare capannelli di inglesi ubriachi, alcuni parecchio giovani, altri estremamente trombabili, così ci affrettiamo verso la metro; se non che, improvvisamente impazzita, mi viene in mente una scenetta dilettevole.
Passando davanti agli inglesi ubriachi volevo canticchiargli
“Siete fuori dai mondiali! E l’Italia no! Gnagna gnagnagnaaaa!!”

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poi però ci siamo immaginate che cosa sarebbe successo se avessi fatto una cosa del genere con la Raffie che, un attimo prima d’entrare in metropolitana chiedeva
“Un momento! Dov’è l’Erica? Ferme! Non possiamo andarcene senza di lei!”

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poi si girava e mi vedeva rincorsa da un’orda di tifosi feroci

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e faceva
“Non importa! Andiamo!” proprio come nel trailer di PotC 2.

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Dopo questo exploit incontriamo Will Turner alla stazione di Charing Cross e lo salutiamo come si deve…“Hi Will!”

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Quindi mi schianto su un palo appena fuori la stazione di Earl’s Court, rimbalzo su Ewyn che mi acchiappa al volo e raggiungiamo l’albergo.
Non contenta la sera dopo cercherò di spaccarmi la testa tirandomi su all’improvviso da sotto al lavandino…così! Perché la vita ha bisogno di un po’ di dolore extra!
Da brave figliuuuuoooole ci facciamo diligentemente la doccia; bevo un po’ d’acqua gassata, mi butto sul letto e faccio un rutto fenomenale.
“SBRRAAAA!”
La Raffie alza gli occhi e mi fa “Salute Colin!”
Io, infonltendo le sopracciglia “FUCK!”
E giù risate.
Ci penso su un secondo e poi le dico “Se t’interessa posso anche scoreggiare!”
Ma in tasca ho ancora le biglie che dobbiamo dividerci noi amichette.
Dato che era un caldo fenomenale in quei giorni a Londra, sono sicura che nessuno utilizzerà il bollitore, anche perché non c’è la Claudia, quindi esclamo “Devo mettere queste biglie in un posto dove non daranno mai noia! Ah! Ho trovato! Le metterò nella tazza da thè!”
*toc toc*
“Chi è?”
“Siamo Silvia e Rosanna! Siamo venute a prendere il thè da voi!”
Comunque, mentre la Sandra prende a gomitate il termosifone urlando “ATCHAAAAA!!” mamma Ewyn delle fiabe della buonanotte si posiziona sul letto con noi tutte attorno ad ascoltare e ci racconta di Enrico VIII e delle sue mogli.
Io e Raffie siamo particolarmente interessate, ‘sta roba è meglio di Beautiful!
Se solo a scuola ce l’avessero raccontata così!
Siamo al punto in cui Enrico, sposata quella gran Vacca di Caterina d’Aragona, non ne puole più e vuole invece darsi da fare con la nota Anna Bolena (che non ha avuto una grande idea).
Ma come può, dato che di fatto è ancora sposato?
“NO! Non me lo dire Ewyn…devo indovinarlo da sola!” faccio concentrandomi.
La Raffie, entusiasta, decide di giocare con me a ‘Aiutiamo Enrico a sbarazzarsi di Caterina’
“Se ne batte la fava e si sposa anche Anna!” esclamo io.
“No…non se pote…”
“Uhm…allora la fa sposare al figlio e poi se la zifona lui!” tenta la Raffie.
“Macchè…non se pote…”
“La rispedisce al mittente con un bel calcione nel culo!” faccio, convinta d’averci dato.
“Non se pote…”
Io e la Raffie ci pensiamo un attimo poi, colte da improvvisa ispirazione ed incredibilmente felici d’aver trovato la soluzione più ovvia “AH! LA AMMAZZA!!” facciamo in coro.
Vabbè, penso che lo sappiano tutti cos’ha effettivamente architettato Enrico VIII tranne me e la Raffie…(che secondo me era più semplice ammazzarla…)

TO BE CONTINUED...

Comments

( 11 comments — Leave a comment )
andnolewen
Aug. 19th, 2006 04:35 pm (UTC)
I see my girls!!!!!!

Oh i can ;t read it but I CAN See the lovely pics!!!
wonderful!! i can;t wait for the rest
miss_muffin71
Aug. 20th, 2006 02:05 pm (UTC)
I'm glad you enjoyed it! The rest is freaking irresistible! ^o^
*HUGS*
andnolewen
Aug. 20th, 2006 07:48 pm (UTC)
I cant wait to see!! *huuuuuugs*
londinensa
Aug. 19th, 2006 05:37 pm (UTC)
I'll wait for the translation too but I like the pretty pictures & the cartoon cracked me up ;)

*waves hello at you all*
miss_muffin71
Aug. 20th, 2006 02:08 pm (UTC)
The cartoon is so cool isn'it?
Have you received my e-mail where I send you my Johnny pics?
londinensa
Aug. 20th, 2006 02:17 pm (UTC)
Uhm no... *goes to look*

Ahh yes I did get it but it's now expired - by one day! ;( That'll teach me to check my gmail more often *pouts*
miss_muffin71
Aug. 20th, 2006 02:23 pm (UTC)
I send back it right now then ;-)
*BIG HUG*
londinensa
Aug. 20th, 2006 02:43 pm (UTC)
Mwuah! Thank you!

Gmail is odd, put it as a reply to another sendspace message *rolls eyes* but got it amd am downloading ;)

Will go a be deaded by Johnny - do not expect any sense from me fro rest of the day ;p

Again, thank you! *smoochy hugs*
miss_muffin71
Aug. 20th, 2006 02:54 pm (UTC)
you're most than welcome!!!*smoochy hugs back*
ewyn
Aug. 19th, 2006 09:45 pm (UTC)
Sto ancora ridendo come una forsennata.. ^__-

Pero' ho anche un po' di magone... Mr. Bloom...
miss_muffin71
Aug. 20th, 2006 02:11 pm (UTC)
L'Erica è incredibile, tutte le volte che leggo i suoi reportage devo legarmi alla sedia o rischio di ribaltarmi...
Anche a me è venuto il magone..... Mr. Bloom dove sei!?!?!? *sigh*
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