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Finalmente ecco in tutta la sua interezza il tanto sospirato reportage della mitica belda_bb (hugs so tight ^.^)



“SANDRUMAN E LA VENDITA DEL CORPO”
Stavolta, è tutta colpa della mamma di Sandruman.
È stata lei, alle otto e dieci di martedì mattina a chiamare la sua letal figliola al lavoro, dicendole “Sei seduta bene? Ho da darti una notizia…”
“Ma buona o cattiva?”
“…spetta te la leggo!…sembra che Orlando vada a San Remo questo venerdì…”
Non posso conoscere la reazione della Betta ma passato il tempo che le occorre per riprendersi dalla notizia (quattro ore circa), ricevo una telefonata simile direttamente dalla Sandra, proprio mentre ero nella piccola bottega degli elfi a lavorare come un folletto insieme a Gialla, fra tè verde, nubi di colore e Marco Balestri che è “Mooolto Personale”.
“Sei seduta bene?”
“Oddio e ora che c’è!!…”
“Pare che Orlando sia a San Remo questo venerdì!!”
“…oh merda!…e tu ci vai, vero?”
“…perché!? Te non vieni???”
“…ma ti droghi? Secondo te non vengo?”

Da quel momento fino a venerdì me lo sono sognato tutte le notti. I classici sogni da transenna “Verrà, mi vedrà e fuggiremo insieme verso il tramonto” (versione pietosamente romanzata del più probabile “Verrà, mi vedrà e fuggirà da solo verso la macchina”)
Nel frattempo non esisteva sicurezza alcuna che sua Ohmmadonnabilità ci fosse sul serio.
Uscivano notizie tipo “Allora ì Bloomme e c’è!” seguite da “Si sa tutti che deve venire, meno che lui!”
Io mi rilassavo perché tanto c’erano il Kla-Plus.06 Upgraded e Wonder Sandruman che nemmeno fossero state pagate avrebbero potuto fare meglio.
Dopo un paio di giorni di questa vita, Sandruman, siccome è maiala, ha pensato bene cercare informazioni per le vie della Seta che solo lei conosce…o meglio, per la via della Sete…nel suo caso di cazzo…di Orlando Bloom se proprio vogliamo essere specifici. (oddio l’ho chiamato col suo soprannome completo)
Sfruttando la sua agendina segreta, pensa bene di arrivare alle informazioni dalle quali dipende la nostra sanità mentale passando per una vecchia conoscenza…o meglio, per le mutande della vecchia conoscenza!

Con l’ormai celebre scambio “Ma sei ancora maiala?”
“…DI PIÚ!!” Sandruman vende il suo corpo per sapere se lo Spettinabile c’è o non c’è!

Si tratta solo di aspettare, ma mentre almeno io sono con le mani in mano ad attendere fra lo “Speriamo ci sia perché lo voglio rivedere” e lo “Speriamo non ci sia almeno continuo ad esistere tranquilla e non vado a soffrire ore ed ore con la paura di non vederlo”, c’è chi non si riposa e clicca, legge, traduce, linka, riporta, confronta, con la dondolante luce biancazzurrina del monitor riflessa nelle pupille degli occhi ridotti a fessure in notti insonni…è così che opera il Kla-Plus, la nuova versione almeno.
Infatti il nostro infallibile sistema aggiornato con agganciamento satellitare e nuovissimo sistema di hacking ci ha segnalato la notizia con certezza prima della telefonata del misterioso Uomo che Fuma, che comunque è arrivata con la fica della Sandra come scontrino!
Cosa non si fa per amor del Ladro!!
Forti di questa certezza io e Sandruman ci stavamo preparando psicologicamente alla sfacchinata ed all’attesa, quando a noi s’unisce una compagna di viaggio inaspettata alla quale oltretutto non importava un granchè del SuperkalifragilisticazzicheOrlandoso, di nome Elaine.
Sandruman, immersa fino al collo in cinemacchinefotogracellulariprese, le fa “Sei sicura? Guarda che è una sfacchinata tremenda, se nemmeno t’interessa Orlando sarà molto dura!”
Perché effettivamente diciamocelo…aspettare nove ore in piedi ferme nello stesso punto, con lo stomaco piccolo piccolo dalla paura di non riuscire a vederlo nemmeno un po’, sferzate di continuo da un vento così gelido da farti piangere e sopportando le labbrate di quelli dietro che, arrivati da ultimo, ti vorrebbero scavalcare, o è vera passione, o è autentica follia!
Nel mio caso non lo so, per la Betta entrambe e per Elaine penso nessuna delle due…
Sorridendo contenta le dice “Si, si! Al massimo vado a farmi un giro!”
Non sa, oh lei non sa, che l’aspetta una di quelle prove Zen da distruggere anche un monaco!

La notte di giovedì per fortuna riesco a dormire e la mattina mi preparo andando avanti e indietro cercando di non ascoltare il battito delle cerose ali giganti di mio padre che m’insegue per casa chiedendomi (circa venti volte) se ho preso l’ombrello ed avvertendomi che pioverà certamente ma più verosimilmente ci sarà una tromba d’aria!
Iniziando subito bene l’Elaine arriva in ritardo; scendo tutta rincoglionita individuando la macchina solo perché c’avevano i fari accesi e quando mi accolgono nella stupevigliosa Matiz gialla della Gialla, che se solo avesse potuto volare ci avrebbe accompagnate anche a Londra, sia lei che la Betta hanno il sorriso folle di chi non crede a quello che sta facendo.

Quaranta minuti è il tempo che, col traffico delle nove, ci mettiamo per uscire da Firenze ed imboccare l’autostrada. Stavolta ci siamo portate la cartina, o meglio l’ha portata la Betta, ma non la toccheremo fino a quando a Genova non avremo sbagliato strada.

Tuoni, fulmini e saette sotto una pioggia torrenziale ci accompagnano per tutto l’appennino mentre la Matiz col tergicristallo di destra piegato ad angolo ottuso procede coraggiosa nei vortici di acqua e santi che vengono giù, fintanto che posso ancora bestemmiare.
Si perché verso metà mattina Sandruman mi minaccia perché ripeta il Laido Spell, l’incantesimo propiziatorio che offre in sacrificio le bestemmie di una giovane toscana sboccata perché ne beneficino tutte le altre, stavolta però avevo aggiunto che lo volevo toccare anche io, che la Betta ha un po’ rotto il cazzo, ma senza autografo perché quello ce l’abbiamo di già!
Siccome non si vedeva proprio una beneamata sega, ad un certo punto chiedo alla Betta
“Sandra ma li hai accesi i fari?”
E lei “No…”
E io “Sandra! Sei proprio una deficiente, accendili!”
“Secondo te non li ho accesi?…è da quando son venuta a pigliarti che ce l’ho accesi!” e ride.
“Ah, già…l’ho anche visti!” e sbatto le ciglia.
“Oh Sandra…” fa l’Elaine interrompendo i suoi voli pindarici sul matrimonio imminente della Gialla “Ma che l’hai accesi i fari?”
Prese in mezzo ad un’autentica escalation di rincoglioneria filiamo veloci verso il sole cantando “Kekkeskù” e “Ma che cazzo” e io e l’Elaine siamo così occupate ad urlare “Uuuh! Il mare che bello! Il mare!”
dopo ogni galleria (e sono taaante) che invece di guardare la cartina seguiamo le indicazioni per Genova ed effettivamente ci ritroviamo nel centro di Genova.
Con le narici dilatate e le sopracciglia dell’impegno mi rimbocco le maniche fin sopra la testa esclamando “CE PENZO IO!” ed afferrata la cartina dirigo la Sandra nemmeno fossimo su un panzer in piena guerra ad imboccare la A10 verso Ventimiglia.
La povera piccola Matiz s’aggrappava con i copertoncini all’asfalto, spazzata da violentissime ventate e la Betta stringeva il volante per tenerla in strada manco fosse la mano d’Orlando.
Nel frattempo avevamo preso contatto con la Raffie la quale ci suggerisce di uscire ad Arma di Taggia per dei motivi che grazie alla mia rincoglionaggine (dovuta all’approssimarsi della Fatalità Anglosassone) lì per lì non capisco, ma dei quali ci renderemo conto al ritorno.
È così che alla vergognosa ora dell’una passate, iniziamo la nostra discesa verso San Remo che devo dire per quel poco che l’ho vista mi pare davvero una bella città.
Seguendo le indicazioni per il centro e per il casinò iniziamo a cercare un parcheggio ma non sapendo dove sia esattamente l’Ariston finiamo per mettere la macchina nel primo posto che vediamo in Corso Garibaldi solo che scopriamo con orrore che la sosta massima è due ore.

“Cazzo…qui un c’è nemmeno Stefano che viene ogni due ore a mettere le monetine…bisogna trovare un parcheggio dove si può lasciare fino a stasera!” fa la Sandra guardandosi attorno con gli occhi a palla.
“Tutto quello che vuoi…ma prima devo pisciare!!” esclamo col fiato corto. So che non è elegante dirlo ma: stavo scoppiando!
“Cerchiamo un bar!” fa l’Elaine “Almeno mangiamo qualcosa!”
Così ci mettiamo a camminare scartando ora quel posto ora quell’altro perché non ci sembrava che avessero un bagno finche un’insegna nera con scritta rossa attira la mia attenzione.
“Ragazze: è qui che dobbiamo entrare!” faccio.
“Perché?” esclamano in coro, alchè alzo la mano indicandogli l’insegna.


“IL BAR DELLE MILLE VOGLIE”
“Non ci credo!” fa l’Elaine.
“È il nostro bar, è un segno del destino, dobbiamo entrare qui!” profetizzo.
Sicchè ci profetizziamo dentro e prendiamo un succo ed un caffè tanto per creanza e ci scapicolliamo giù per le scale verso il dolce sciacquio del water, la rassicurante piccolezza del gabinetto, la soffice texture della carta igienica…mi pare d’aver già affrontato una volta il tema “Quanto è piacevole farla quando ti scappa” quindi non mi dilungherò oltre, a parte che mentre io e l’Elaine eravamo una per cesso a cantare le lodi del gabinetto ci s’è spenta la luce e Sandruman, simile all’Arcangelo Gabriele è planata in nostro soccorso accendendo la luce per puro caso.
Corroborate e con molto più spazio interno risolviamo il problema parcheggio con competenza ed arguzia: montiamo in macchina e ne cerchiamo un altro.
Mentre proseguitiamo ci pare di vedere uno in macchina che è sputato a Totti, ma che veniamo poi a sapere da una signora che è un sosia e che ce n’è parecchi di tutti i personaggi in giro.
Indomite nella nostra ricerca di un posto dove far tirare il calzino alla Matiz passiamo davanti all’Ariston, o meglio dietro ed alla fine, esultanti troviamo parcheggio urlando come Apache negli orecchi della Sandra.
“Bene!” esclamo con fare dittatoriale “Procacciamoci del cibo ed andiamo a soffrire!”

La Sandruman, tanto per non smentire l’analfabetta delle previsioni del tempo qual’è, sentendo con la manina la temperatura fa “Che caldo! Avevo portato il piumino ma…il giubbottino di pelle andrà benone!”
Non l’avesse mai fatto.
Penso che abbia tremato quasi ininterrottamente per tutte e nove le ore…ora ditemi se questo non è amore!

Comunque troviamo una focacceria, che in Liguria ragazzi ce l’hanno davvero bòna, e tutte nervose ci prendiamo un pezzo di focaccia a testa, quella che noi toscani si chiama la schiacciata ma che per il resto d’Italia è focaccia o, in alcuni posti, la pizza bianca. L’Elaine si fa tentare da una cosa ripiena con tante belle verdurine che poi si riveleranno essere zucchine con riso e tanta…tanta…troppa cipolla che mi chiederà gentilmente di mettere nel mio zaino impestando il contenuto. Io la cipolla purtroppo non la reggo più, da quando m’ha preso il fegato un anno fa però attorno alle otto di sera sarò così disperata che la mangerò lo stesso tutta ghiaccia (me ne sono pentita fino al giorno dopo…)
Alzando lo sguardo mentre un gentile signore ci serve, vediamo un altro segno propiziatorio sull’etichetta d’una bottiglia.
“Erica, leggi lì!” mi fanno le altre due, ed io…


“VINO DEL CAZZO”
“È proprio il posto ideale, dopo il Bar delle Mille Voglie!” esclamo e tanto per gradire lo fotografo.
Dopodichè ci ingozziamo e corriamo coi menti unti ed il cuore fibrillante fino all’Ariston, girando però sul retro dove ci aspettavano la Raffie e la sua volenterosa amica, bardata come un turista giapponese, sferzata dal vento, incurante di dove fosse l’Orlando e tutto ciò per amicizia!
Subito la Raffie, sfoderato da non si sa dove tavolino mimetico, elmetto, bussola e cartina, ci ragguaglia sulla situazione logistica del posto e su dove si potrebbero allestire i blocchi ormonali per il Ladro di Capitelli. Attirata forse dalle nostre espressioni lussuriose e dalle risatine complici cum gomitatinem, s’appropinqua un’infoiatissima signora di mezza età che ci domanda, fischiettando innocentemente, se sapevamo se stava arrivando Raoul Bova.
“No, non viene…però c’è Orlando Bloom!”
“…chi?…”
Questo è più o meno un siparietto che si ripeterà ogni volta che ripeteremo il nome di Sua Maestà dei Caprioli Dolomitici (gli venisse un’erezione!) a gente al di sopra dei 17 anni…sigh…
Quasi subito, vedendo il fermento che c’era sul marciapiede, ci transennano gli stomaci così che io, Betta e Raffie siamo abbarbicate davanti e morte a chi ci sposta, mentre Beba e l’Elaine rimangono dietro.

Sono le 14.00 spaccate la prima d’una serie interminabile di volte che chiedo l’ora a Betta-Tremors costringendola a scoprire il polso per consultare quel mezzo meteorite di orologio che ha al polso (come fa a sollevarlo con quelle braccine non lo so…), ma tira già un vento da apocalisse.
Un simpaticone della finanza osserva che è il primo giorno che hanno quel vento da girone dei traditori e se avesse tradotto i nostri “Ah si?” più sorrisetti tirati, con un “Muori, merda! Ce lo vieni anche a dire?” non avrebbe sbagliato di molto.
Sembrava che la fortuna ci arridesse; il Kla-Plus digitava dalla sede di Terni direttamente sul cellulare di Betta Vibra-Call che la Nemesi della Castità sarebbe dovuta essere alle prove di lì a poco ma che erano un po’ in ritardo sulla scaletta.

Sarebbe potuto arrivare in ogni momento.

Io ero piuttosto rilassata, Orlando-Smettila-Bloom che arriva viene di sicuro segnalato da una barcata di urli e strepiti, quindi era impossibile mancarlo.
Invece la Bestia Transilvana ce lo schianta sotto la coda e passa inosservato su un furgoncino chiaro dai vetri oscurati mentre giocava beato a scacchi con altri 5 membri del suo staff…pezzo di polenta!
Al ricevimento del messaggio cifrato anti hacking del nostro super computer ci guardiamo con eloquenza.
“Ma icchè ci si piglia, pè ì culo?”
Comunque, com’è entrato dovrà pure uscire.
Per quel che mi ricordo il pulmino dell’Antologia di Perfezione è stato l’unico a rimanere parcheggiato da un lato, quando a tutte le altre macchine era stato imposto di uscire, farsi un giro e tornare dopo a pigliare il loro carico.
Ed è così che il Carico di Ormoni mi ha beccata, distratta che pensavo ai cazzi miei, quando sento ululare e vedo tutte, Betta e Raffie comprese, saltare sulla transenna urlando

“ORLANDO!!”

Era appena uscito infilandosi in macchina e non avevo visto una benemerita sega!
Fortuna che invece era capitata alla Raffie e a Bettaccia-Maialaccia.
Bello come il sole, vestito di scuro coi capelli raccolti…questo mi hanno detto raggianti mentre io schiumavo dal basso del mio dislivello di marciapiede.
È stato più o meno dopo questo episodio che, tenendo conto del lato di cancello al quale ci trovavamo e che se n’era andato alla chetichella, ho iniziato a convincermi che non avremo visto proprio nulla!
Dalla nostra parte si vedevano benissimo le scale drappeggiate di rosso con la scritta “Ingresso Artisti” sopra, ma per niente la porta dalla quale entravano ed uscivano tutti.
E se avessimo sbagliato lato?
E se dall’altra parte si vedeva meglio?
E se fosse il caso di spostarsi?
Comunico i miei dubbi alle altre, ma effettivamente mi dicono che non importa dove, è meglio restare in prima fila.
Nonostante questa decisione, continuo a constatare che da dove siamo noi non si vede proprio niente e scivolo nel baratro della depressione.
Accarezzerò, più o meno verso le 17, l’idea di scivolare fuori dalla folla per andare a bermi qualcosa di caldo e magari a sedermi sooola…tuuutta sooola…sul molo solo un paio di strade più giù per abbandonarmi al rumore del mare.
Poetico, no?
Peccato che forse sarei caduta morta congelata nel giro di dieci secondi!

Desisto dai miei insani propositi, coadiuvata dalla Betta che, con un incoraggiante colorito bluastro, mi tremava addosso e mi diceva di resistere!
Ogni tanto anche la Raffie mi chiedeva, vedendomi riversa sulle transenne, se ero ancora viva ed ogni tanto sentivo l’Elaine gemere debolmente dietro di me visto che, poverina, era rimasta fuori. Tentavo di riportarle quel che stavamo dicendo perché giustamente si sentiva esclusa, ma erano così cazzate che non ne avevo la forza.
“Credimi…non ti stai perdendo nulla d’importante!” le ho detto calcandomi il cappello in testa a più non posso e ricoprendomi il cervello col bavero della giacca.
Ogni tanto Beba passava ululando e portata dal vento “Vado a farmi un giiirooohhhhh!” e non so come se la passasse Raffie riguardo al vento demoniaco.
Comicissimo il fatto che la suddetta Beba, verso la fine del trauma, si fosse ritrovata nella transenna di fronte a noi proprio in prima fila accanto ad una ragazza che era coraggiosamente venuta su da Napoli per le grazie del Lume Fra Tutti I Lumi; comprensibilmente la ragazza (chiedo venia non ricordo il nome) era emozionatissima dato che era la prima volta che l’era venuto a vedere ed alla notizia che per me e la Betta era la quarta volta ha voluto sapere se anche dal vivo è così bello com’è in foto e sul video.
Sandra “Ah, è bellissimo! È addirittura più bello!”
E io “È talmente bello che fa quasi schifo!!”

Come se già non stesse soffrendo abbastanza, la povera figliola è stata tormentata per tutto il tempo da un ragazzo albanese che s’era perdutamente innamorato di lei. Come Giulietta e Romeo (scusate, risento ancora della prof di lettere del liceo che era super femminista…ciao profe!) si vociavano da una transenna all’altra; lui voleva che lei gli facesse una foto a tutti i costi…non voleva fargliela lui, voleva che fosse lei ad averne una sua e se ci si pensa bene non è illogico.
Comunque, lei ha provato con tatto a dirgli qualcosa tipo “Mi sta arrivando Orlando Bloom e pensi che butti via anche una sola foto per te?” ma rompeva così tanto la fava che alla fine l’ha accontentato. Non l’avesse mai fatto!
Per il ragazzetto erano ad un passo dal matrimonio.
Invece di stare attenti a chi c’era e chi non c’era, tutta l’attenzione dei presenti era spostata sui due giovinetti che si gridavano informazioni come fossero ognuno al balcone di casa propria, si che quando uno dei due si perdeva qualche passaggio fondamentale, tutta la gente attorno riportava “Ha detto…”
Ad un certo punto la ragazza s’è distratta e lui ne ha approfittato per sgattaiolare dall’altra parte, così io e un’altra ragazza abbiamo iniziato a fargli un po’ di segnaletica “Girati…no, di più…ma non da quella parte…dall’altra…si ma turnica completamente!” e quando questa s’è girata finalmente se l’è trovato dietro tutto sorridente ed ha lanciato un urlo disperato!

A parte questo diversivo non riuscivo granchè a distrarmi dato che, col mio solito culo, ero finita sul tratto in discesa del marciapiede e le prime due-tre ore me le sono fatte facendo step sulle zampe di metallo delle transenne per cambiare ogni tanto posizione ed evitare la cancrena ai piedi.
Accanto a Raffie c’erano un branco di ragazzine che credo fossero lì per aspettare Orlaido, le quali, tutte eccitate, commentavano
“Quando arriva io gli prendo i capelli!” esclama una.
“Io invece il viso!” fa un’altra ridacchiando.
E la Raffie “Come sono piccoline…si sente dai discorsi la differenza d’età!”
Sandruman annuisce affettuosamente quando le spunto da sopra la spalla con gli occhietti a mezz’asta dicendo “Io gli prendo la fava!”
E lei “Ecco…appunto…”

A parte questo exploit di vita, la maggior parte del pomeriggio la passo attaccata alla transenna come una cicala in piena muta, dedicandomi a quello che mi riesce meglio: dormire ovunque ma dormire.
Ho dormito a Cannes e ho dormito a Venezia e me la sono dormita pure a San Remo; basta poggiare i gomiti almeno su qualcosa di stabile (mi hanno fatto male per qualche giorno), chinare il capo e scivolare nel proprio cervello, perdendosi nei sogni…un po’ tipo elfi, solo che io sto ad occhi chiusi!
Il tremito continuo di Hydromassage-Betta quasi quasi concilia il sonno ma mi aspetta un brusco risveglio quando Luca Debisio, o quello che è, si fa venire la balzana idea di venire a firmare autografi durante le prove del pomeriggio. Per colpa sua ci siamo quasi giocate l’Elaine che ad un tratto, con tutta la folla in sommossa e le bambine urlanti, mormora “…io però…ho un po’ paura di rimanere schiacciata…” e sorride.
Poco più tardi mi urlerà che d’avere visto Marco Balestri tra la folla e resisteremo a stento dal rincorrerlo per attaccarci alla sua gamba gemendo “Ti prego! Dimmi che tutto questo è ‘Mooolto personale’!!” e ci appunteremo mentalmente di dirlo a Gialla che sappiamo che creperà d’invidia…oh! Mio Balestri!
Personalizzami tutta!
Tornando a noi, quando finalmente Ci Vuole Calma E Sangue Freddo si decide ad andarsene mi tocca sorbirmi quaranta minuti di
“Oddio! Luca Dirisio! Oddio che figo! Oddio non ci credo Luca Dirisio! Oddio quant’è bello Luca! Non ci credo Dirisio! Hai visto quant’era bello? Oddio non ci posso credere Luca Dirisio! Oddio Luca Dirisio!” e via discorrendo che mi veniva da voltarmi e dirle “Guarda che è morto…” ma neppure io arrivo a siffatta cattiveria.
Anche perché ho capito, dormendo ad antenne ritte, che la gente che sta lì non aspetta qualcuno in particolare…aspetta qualcuno. Infatti di cazzone che sono state lì nove ore senza pisciare e senza muoversi per cenare ma sfruttando la povera Beba come pony express per i panini (senza di lei non so come avrei fatto, non sono Cyber-Betta, la donna che vive d’aria e d’Orlando) ci siamo state solo noi; tutti gli altri erano intercambiabili…aspetta…ho detto tutti?…
Volevo dire QUASI tutti.

Il fan club di Dolcenera non era uno di questi.
Non l’ho mai sentita cantare ma vi giuro che già mi sta sul cazzo!
Sei ore di rottura di Madonna continua, cori da stadio riscritti per Dolcenera, sette in tutto cantati uno dietro l’altro come se fossero la cosa più orecchiabile del mondo e come se tutti noi morissimo dalla voglia di ascoltarli e non fossimo lì per fare altro. Dopo la terza ora mi è sorto il dubbio: quella s’era portata i parenti a San Remo…
Un gruppetto di ragazzi ha tentato dei cori di difesa tipo “La senti questa voce? VAFFANCULO!” ed io stessa ero a un passo dal farmi spuntare dal culo una coda di frac, girarmi con la zazzera del maestro Muti e dirigere un “C’AVREEESTE ROOOOTT’I’CCAZZOOOOO!” ma ho deciso di fare la Little Princess e mi sono limitata.

Intanto i personaggi continuavano a sfilare. Ad un certo punto è arrivato anche Solange…di corsa per la strada coi capelli a pazza, i pantaloni acqua in casa, le scarpe degli anni ’80 (nel senso che le ha su dagli anni ’80) ed un giacchino rosa shocking ululando “Lo facciamo un bell’urlo per questo festival che ne ha bisogno? AAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!” agitando i polsi a parrucchiera e com’è venuto se n’è andato…
Per il momento ho una sola certezza nella mia piccola esistenza chiusa tra la transenna e lo scalino del maciapiede: prima delle 21, ora ufficiale d’inizio del festival, posso anche starmene tranquilla.
Ovviamente è per questo che me la sono dormita quasi tutta.
Forse per essere sicuro d’essersi meritato il corpo della Betta, l’Uomo che Fuma richiama un paio di volte per avvertirci che l’esibizione del metro e ottanta di firmamento sarà attorno alle 22.20 e quindi Orlahpperò arriverà attorno alle 22.
Scollinate le otto di sera è quasi tutta in discesa…dico quasi (fan club di Dolcenera a parte) perché mentre la Betta studiava scientificamente la propria oscillazione e come fosse possibile per un essere umano vibrare a quel modo per più di sei ore, l’Elaine aveva trovato un pertugio per venire in prima fila e la Raffie sembrava essere lì da appena 5 minuti tanto era fresca, io come al solito dovevo fare a manate con i rompi cazzo dietro.

Una nanerottola bionda tinta che doveva avere 15 anni ma che di faccia e di pettinatura ne dimostrava 40, mi s’è piazzata dietro verso le otto iniziando con “Ora questa la salto…dite che questa qui si arrabbierà se gli cammino addosso quando esce lui?…ah io la butto giù…” e via discorrendo, ridacchiando con gli amichetti come se io non fossi nemmeno a 20 centimetri ad ascoltarla. Non ricordo chi fosse venuta a cercare ma facevo finta di nulla e cercavo di dormicchiare, ma quando me la sono sentita ridacchiante e distesa sulla schiena mi sono girate un po’ le palle.
Mi giro…e la stronza mi stava scrivendo sulla schiena con tanto di foglio e penna.
“Dico ma…mi stai usando come tavolino?” le faccio.
E questa “Ah…scusa…”
Bè, una che ti guarda come se gli stessi facendo un rimprovero alieno e che ti risponde ‘Ah scusa’ dev’essere per forza mongoloide, quindi mentre il mio primo intento era stato quello di pigliarla per il collo, davanti ad una faccia di culo come quella mi sono smontata.
“Non mi sembra il caso…” proseguo “Sono qui dalle due e non ho intenzione di passare le prossime due ore con te distesa sulla schiena…” anche troppo buona, no?
Non ci crederete ma questa dopo due secondi ha il coraggio di dire “L’importante è essere educati!”
…detto da una che mi stava usando come scrittoio mi pareva un po’ una presa di culo…
“Tipo te, eh?” le faccio. Poi, dopo che ho iniziato a descrivere alla Betta che cosa le avrei fatto se avessi sentito anche solo un dito di quella creatura vicino a me, ma soprattutto dopo che una signora le ha chiesto se uno dei suoi amichetti fosse suo figlio, s’è levata dalle palle.
Perché devo trovare sempre questa gente fra i maròni?

Intanto inizia il festival, si sente Panariello grazie ad un altoparlante posto all’esterno.
‘Ottimo’ penso io ‘Almeno così possiamo sapere se l’Ortolano è ancora sul palco o no e prepararci all’uscita.’
Scena che s’è ripetuta per tutto il pomeriggio e la sera, mentre noi bovere sdronze bianghe eravamo dietro la transenna sofferenti, tutti si fermavano davanti a rompere le palle e venivano puntualmente cacciati via. Attorno alle 22 questa gente l’avrei uccisa. C’erano due stronzi di non so che tv, lui inviato e lei cameraman; ad un tratto lui ci fa “Ma è alto Orlando Bloom?”
E la ragazzina accanto a me “Si si…io l’ho già visto, è alto…” a parte che questa era alta un metro e mezza banana matura, ma l’aveva visto da lontano per la prima volta quel pomeriggio e rompeva le palle con ‘Io l’ho già visto’ a tutti quelli che l’intervistavano.
Ho sorriso con pietà e ho esclamato “Si…non è che sia altissimo…”
E il tizio “È basso?”
“No…ma se ci state qui davanti, noi non vediamo un cazzo e siamo qui dalle due…”
La ragazza, punta nel vivo a regola, si gira “Non ti preoccupare, ci leviamo quando arriva e poi al limite c’inginocchiamo…lo sappiamo fare il nostro lavoro, grazie!”
Infatti lo sapeva fare così bene che quando è arrivato Sua Maestà Chioma-Leonina, ha iniziato a saltellare sul posto per poterlo vedere pure lei e noi ci siamo dovute arrampicare come profughe sulle transenne.

Oltre a quelli della tv, che hanno pure intervistato la Raffie…ma che mi scoppi un brufolo se mi ricordo che le hanno chiesto…c’erano anche i fotografi. Un paio in particolare, arrivati lì 20 minuti prima del main event, ci si continuavano a piazzare davanti, anzi che dico davanti, direttamente in bocca da quanto ci erano appiccicati! Li volevo morti tutti e due.
Per sospingere almeno uno dei due, quello cioè che mi stava sdraiato addosso, un po’ più lontano, non ho esitato ad aprirgli la borsa di quella cazzo di macchina fotografica. Il tipo s’è girato di scatto guardandosi attorno per un po’, poi finalmente s’è allontanato un poco controllando se mancava niente. Non s’è più avvicinato! \(^o^)/
La Raffie ha fatto l’ammirevole sforzo di dire ad un poliziotto “Guardi, potrebbe mandarli dietro le transenne? Non potrebbero nemmeno starci qui davanti, noi siamo qui dalle due…non è giusto”
E sapete che s’è sentita rispondere?
“Eh…siamo in Italia”
…da un membro delle forze dell’ordine.
Dille al massimo che non hai l’autorità per farlo…che schifezza!

Comunque, mentre la polizia se ne batteva il cazzo, ogni tanto uscivano degli armadi a tre ante scuro vestiti e con auricolari, che ce li sbarbicavano da davanti. Mica per noi, quanto per la sicurezza…loro e di chi arrivava in macchina.
Meno male quella Stellina Santa di Orletto li ha fatti lavorare un po’ questi budrilloni di poliziotti!
Dio come lo amo, briciolo della zia!
Ahem…ad un certo punto arriva una macchina nera, coi vetri scuri, seguita da un furgoncino chiaro a vetri scuri come quello sul quale il mio Animale da Lana prediletto era arrivato nel pomeriggio…ed è il caos!
Ci arrampichiamo sulle transenne, non so nemmeno io perché, sento urlare (forse era la Betta non ne ho idea) “È LUI! È LUI!!”
Ma dov’è…doooove??? Lo stramaledetto furgoncino è parcheggiato proprio davanti alla macchina nera dalla quale è uscito Laido The Kid e dalla nostra postazione non si vede una bachanga!!
‘NOOOOOOOO!!!!!’ vorrei ululare io, se solo riuscissi a respirare.
Lo stramaledetto furgoncino di quella Maga Magò della Bertè è in mezzo al cazzo e ci sta portando via preziosi secondi di Alito Divino finchè…la familiare forma delle spalle e della schiena, quella camminata, quei fianchini secchi che riconoscerei in mezzo a tutta la Cina runita in una piazzetta: è lui!

Oh, Ladro del mio cuore e d’ogni barlume di dignità che alberga in me!
Un urlo più forte (perché Orlabbro è impossibile non riconoscerlo anche di schiena) e come al rallentatore si volta illuminato dai flash, colpo di capelli, sciolti bellissimi e fluenti e ohmmioddio chissà che odore celestiale che hanno, una zampina su ed una giù dallo scalino con quelle gambe che aiutatemi a non strappargliele, con il suo bellissimo vestito scuro e la camicia bianca, alza il braccino secco e saluta…e io non ho mai visto un saluto più criminale e ladro e maiale di quelli che fa lui!…come si fa a risultare violentemente erotici con un gesto della mano, lo sa solo lui…o lo so solo io, visto che magari sono malata.
Ho l’Orbillo…
Scappa su per le scale e svanisce dentro l’Ariston.

……………

Scendo dalla transenna con gli occhi a palla, nemmeno avessi visto la Madonna dare il calcio d’inizio ai mondiali. Guardo la Betta e la Raffie che mi fanno sorridenti “L’hai visto, adesso?”
E proprio come la bambina di prima non riesco a dire altro che “Ma che siamo scemi davvero!…maiala che fico!!!! Ohiohi…un ci credo…cazzo che gnomo!!!”
Quel colpo di capelli dovrebbe essere accompagnato dall’effetto sonoro del telefilm di WonderWoman, quando lei mette in atto la sua super forza e si vede che si muove come al rallentatore…quei capelli sono un biglietto di sola andata per l’inferno!
La Bertè-mobile si leva di mezzo e mi tranquillizzo un po’.
Penso che quando esce me lo potrò vedere in tutto il suo splendore scendere quegli scalini maledetto quanto è lungo e poi finalmente potrò andare a pisciare!

Nel frattempo escono le macchine di quelli che si sono già esibiti, vedo in una macchina una vecchietta che si mette a salutare tutti sorridendo e gli faccio alla Betta
“Chi quella nonnetta?”
E lei “È Tullio De Piscopo…”
“Ah…”
Capito…perché lei, assieme all’Elaine, quand’è passato Max Gazzè non gli ha cantato nel finestrino ‘Una musica può fare…cacareee…lalallaaaaaa!’
Poco dopo sentiamo Vittoria o Victoria o come cacchio si scrive annunciare Orlando Bloom (e c’è stato il boato anche da fuori che non si capisce che cazzo urlavamo…) e subito tutti a tempestarci di chiamate per descriverci quello che stava facendo, come teneva le manine in grembo, com’era seccherello, gli occhioni ed il musino imbarazzato…
Noi lo sentivamo dall’altoparlante.
Ogni volta che Orloro rideva o si poteva udire la sua voce erano cazzi amari per la Betta perché le tiravo tali e tante di quelle manate per sfogarmi che quasi quasi le circolava di nuovo il sangue!
Ma quando lei, quella gran culo di Cenerentola, l’ha baciato pensavo mi scoppiasse il cellulare dal carico di telefonate! L’avete visto tutti, quindi non ve lo descrivo ma…Dio…non ho proprio parole per quella faccina…io lo spezzo tutto!
Tornando a noi…visto che di lì a poco sarebbe dovuto uscire, la Betta esclama “Bene, diamoci una sistemata ai capelli!”
Lei li ha lunghi fino quasi a metà schiena e mossi e li portava raccolti in una piccola coda dietro, ma non tutti come sarebbe logico pensare, solo la parte superiore…avrà anche un nome sta pettinatura ma io un lo so! Quindi che fa? Piglia e se li slega…avete presente un geyser?
Peggio!
Sembrava che Tina Turner le fosse esplosa addosso…

Comunque, capelli della Sandra a parte, riesce a darsi una parvenza umana proprio in concomitanza con l’abbandono del palco da parte del Laido.
Ci siamo.
Mi sento già morire…si vedono dopo pochi minuti delle gambe vestite di scuro sulla cima del pianerottolo e siamo già tutte inerpicate sulle transenne. Mi sto sentendo male…non so che fanno le altre ma so che io sto per lasciarci le penne quando vedo finalmente quelle zampe che Madonna Sacra le riconoscerei fra mille e più pollai e poi tutta la sua ladrissima figura.
Oh Bestia a Due Zampe!
Vieni qui che non ti reggo!

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Scende, si ferma a metà e saluta, decimando i presenti con un sorriso, con quel modo di salutare tutto storto che ha e che è da scomunica…i miei occhi si lustrano, riesco a sentirne il rumore, respiro l’aria più pura del pianeta perché so che la sta respirando anche lui a meno di dieci metri da me, raggiunge la macchina, sorride (muoio), apre la portiera (muoio) e che Dio l’abbia in gloria si ferma per un secondo, su quella sua faccia da bestemmie vedo formarsi il pensiero perché Orlando ha una di quelle facce che caschi la Madonna gli si legge ogni bene, aggrotta le sopraccigline e poi con la testuzza fa un cenno che altro non vuol dire che “No via, andiamoci!”
Richiude la portiera e io lo guardo e non ci credo, si fa strada fra il suo stesso staff e vedo che qualcuno gli parla perché abbassa un po’ la testa e dice qualcosa come infastidito…nella mia gloriosa testa mi sono inventata che gli dicessero “No Orlando, dobbiamo andare!”
E lui, ladro, rispondesse “Ci metto solo un minuto!”
Smonto dalla transenna, non ne sono consapevole ma l’Elaine mi dirà più tardi che mentre s’avvicinava, io sussurravo “No…no…oddio l’ammazzo…oddio lo uccido…” e ci sta anche, perché come ha fatto il giro della macchina è venuto DRITTO verso di noi ho quasi avuto la certezza che mi stesse guardando negli occhi e fosse venuto a darmi un ceffone tal’era la sicurezza del suo passo. Come al solito in questi punti mi parte l’effetto ubriachezza e mi sembra d’essermi sognata tutto. So che è andato dalla Raffie, so che diceva a tutti “Ciao!”, so che la Betta l’afferrato con le mani gelide di morte e che ha sentito le sue tanto calde e morbide, che lui le ha detto “Ciao” e lei gli ha detto “Amore!!” e che non gli voleva più lasciare andare la mano…l’aveva agguantato per il pollice e lo tirava disperatamente come se da quel contatto dipendesse la propria sopravvivenza. Quando finalmente è stato il mio turno mi sono umiliata: con una faccia che io non vorrei mai vedere dall’esterno perché doveva essere di un brutto allucinante, gli ho belato
“Ciaa-aa-aa-ooooo!” sull’orlo delle lacrime perché non ci potevo proprio credere che era davvero venuto fra noi poveri mortali, cosa che nessun altro aveva fatto quella sera, ed ho allungato la manina toccandogli le dita, che a me sono parse un pochino fredde ma morbidine morbidine. Bè…ne sono certa che purtroppo per lui mi ha vista perché l’ho guardato proprio nelle palle di quei suoi occhi color delle foglie d’autunno e poi è passato oltre.
Mi sono girata praticamente in lacrime.
Non capivo più un cazzo.

La Betta sembrava molto più reattiva di me.
Sapete com’è…io vado per gradi. Prima un centimetro quadrato di mano sfiorata a maniaco, poi le dita…se continuo così la prossima volta ce la faccio a prendergli tutta la mano!!!!
E in un paio d’anni forse potrei anche ad abbracciarlo…che ne dite?
Comunque è il caos, Orlando si lancia per la strada, incurante del fatto che non era affatto chiusa al traffico, circondato da una marea di persone fra poliziotti e fotografi che non so proprio da dove potessero esserne spuntati fuori così tanti e fa tutto il giro d’onore anche sotto al fan club di Dolcenera per poi passare ad uccidere le povere ragazze davanti a noi fra le quali anche Beba e la ragazza di Napoli che dopo l’incontro con l’Orlume della Ragione ha pianto per dieci minuti al telefono con sua madre ed era l’immagine della gioa disperata!

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Che dire d’altro?
Potrei raccontare ancora e ancora dei suoi sorrisi e delle sue espressioni ma…quelle le conosciamo tutte bene, nevvero?
Quindi dirò che il Pozzo dei Desideri s’è diretto alla macchina, ha sorriso, è salito a bordo e mentre passava nell’auto dai finestrini oscurati ha avuto persino la gentilezza di tirare giù il vetro per mettere fuori quella manina meravigliosa e salutare, cosa che mi preme di dire non ha fatto proprio nessuno di quelli coi vetri scuri…
L’Uomo che Fuma (che diverrà fra breve l’Uomo che Consuma) c’aveva consigliato di non andare nemmeno a San Remo perché tanto non avremo visto proprio nulla, ma Sandruman gli ha saggiamente replicato “Nacchero…e te lo dico io che sotto questo punto di vista lo conosco. A meno che non lo pestino e lo portino via a forza, Orlando due minuti per i fans li trova sempre!”
E infatti aveva ragione…tiè Smoking Man, tiè!
Stavolta devo dire che mi è piaciuta questo Joined Forces tra me e la Sandruman, io col mio solito Spell e lei che s’è proprio venduta e tutto ciò per ricreare le condizioni climatiche ideali per la venuta del Laido fra di noi…
Comunque, soddisfatte senza rimborso, ci siamo voltate e siamo venute via.
Io come al solito avevo dei problemi ad articolare le gambe tanto che al passaggio tra due transenne ho perso l’equilibrio ed ho tirato una fucilata ad una che doveva aver rubato la giacca a Solange. Penso che mi abbia bestemmiato dietro mezz’ora, anche dopo che mi ero scusata, ma ero troppo felice per suggerirle di morire e quindi sono passata oltre.
Ci siamo ritrovate sul marciapiede opposto con la napoletana e le sue amiche, la Beba e la Raffie e l’Elaine che annuiva soddisfatta perché “L’è proprio un bel figliolo” dicendo d’essere rimasta colpita non tanto dal suo aspetto (che porca vigliacca aiuta di parecchio) quanto…come dire…forse nell’espressione, forse nel modo di comportarsi, qualcosa negli occhi…insomma l’Elaine, da profana di Orlando Bloom qual è (non ha visto manco un film) è rimasta impressionata dalla persona in generale.
M’immagino che io, che sono una dipendente del Ladro di Lampadine, non possa proferire un giudizio imparziale ma una cosa così detta dall’Elaine che l’ha visto si e no per un minuto con disinteresse, mi dà da pensare.
Che tipo di personalità, dico io, può mai avere uno che ti ammazza in appena un minuto in mezzo alle urla ed ai flash, se preso in privato? Ci sarà una ragione per cui tutti lo amano…ci sarà una ragione per cui tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo ne cantano le lodi…ci sarà una ragione se Eric Bana gli è così affezionato, se Petersen ne è rimasto affascinato e via discorrendo.

Anyway (maledetto prof. Velli…) in quel momento abbiamo bisogno di qualcosa di caldo e di un cesso; vaghiamo inebetite per una decina di minuti, io sono sempre sull’orlo delle lacrime e tento di spiegare alla Raffie come mai mi prende la violenza contro Orlacchia la belva umana e invece di dire ‘Oh, come lo vorrei accarezzare e condurre al talamo per farci l’amore’ più volentieri esclamo ‘Oh come lo prenderei a labbrate per sospingerlo a letto e mangiarmelo vivo’ che vuole dire la stessa identica cosa ma siccome la seconda opzione può essere ranfiata a denti stretti e con espressione truce mi sfoga un po’ più della prima e riesco ad impedirmi di spaccarmi la testa su un lampione da quanto mi piace!
C’infiliamo in un bar e mentre ordinano del tè caldo io conquisto la tazza e per la prima volta dopo 9 ore mi sfilo il cappello dal quale escono una manciata di moscerini di palude, qualche libellula e qualche falena gigante; mi guardo nello specchio ed i miei capelli sembrano il campo di battaglia di Talavera…ovviamente mi rimetto il cappello con una smorfia di disgusto e siccome mi sono presi i bollori ordino un tè freddo, dietro al quale berrò un tè caldo, insomma non lo sapevo più nemmeno io che cosa diavolo volevo! Ricordo molto bene però che ad un certo punto c’è preso tipo crisi isterica di riso nell’immaginarci cosa deve avere visto Orlando quando ha alzato la testina verso di noi…per farcene un’idea ci siamo pure fatte una foto!…povero ragazzo…che gli tocca sopportare!

Verso le 23.30 ci salutiamo, Raffie e Beba a destra e noi a sinistra, ognuna verso la propria macchina. Riprendiamo possesso della piccola Matiz e ripartiamo, sbagliando immediatamente strada; facciamo la solita manovra da arresto e ci dirigiamo a prendere la A12, perse nei meandri di buie stradine che salgono e scendono e scendono e salgono senza una logica apparente e girano e girano e poi di nuovo dall’altra parte, insomma un bordello allucinante, tanto che all’imbocco sfociamo in uno slargo di fronte a tutta una serie di caselli con le luci rosse, senza un segnale, un divisorio un cazzo di niente.
“Ehm…Betta…ho come dire…tipo il sospetto no?…che siamo contromano…” e mentre dico questa cosa ci vediamo venire incontro i fari delle macchine al di là delle sbarre.
“Presto Sandra! Presto fai retromarcia!” sollecita l’Elaine.
“Si, ma dove devo andare??” chiede la Betta.
“Di là, Betta! Di là! Fai la retro presto!” ululo io.
Bettamacher mette la retro e parte tirando sotto tutti i coni stradali rappresentanti l’unico pallido tentativo di segnalare la direzione giusta, sicchè rimette la prima, fa manovra e di nuovo in retromarcia va pericolosamente vicina all’uscita della curva da dove siamo venute anche noi, che se c’era qualcuno che veniva appena un po’ più allegro eravamo del gatto.
Una volta imboccato l’unico casello d’entrata e preso il biglietto (che la Betta ha dovuto uscire dal finestrino per prendere quello dei camionisti dato che da sotto non usciva nulla) mi ricordo improvvisamente una cosa.
“Ecco perché la Raffie ci aveva consigliato d’uscire ad Arma di Taggia!”
Coraggiosamente reattive io ed Elaine cercavamo di tenerci sveglie e pronte leggendo tutti i cartelli stradali per seguire sulla cartina dove eravamo, mentre la Betta era in modalità dvd lei e Orlando.
Ad un tratto leggiamo un’uscita…


“VALLE CHIAPPA”
ed è stato un autentico peccato non poterla fotografare.
“Ottimo…prima il Bar delle Mille Voglie, poi il Vino del Cazzo e adesso Valle Chiappa…è il nostro viaggio!” esclamiamo io e l’Elaine.
Nonostante le avessimo offerto il cambio ha sempre guidato Sandruman, coadiuvata dalla piscia che le scappava, dalle sue arti oscure e dal sorriso del Laido che sapevo ripetersi nella sua mente all’infinito, ancora e ancora. Dopo che, in seguito ad una buca, m’è crollato lo sportellino del cruscotto sulle ginocchia, ho iniziato a monopolizzare l’aria calda…penso di averle arrostite, ma come la spegnevo un gelo ultraterreno da Nazgul mi pervadeva le ossa ed iniziavo a battere i denti.
Con tutta la buona volontà, una volta superato lo scoglio dello svincolo di Genova, sicura che non ci saremo perse…sono crollata miseramente!
Ho incrociato le braccia sul petto mentre la Betta spegneva furtivamente l’aria calda sudando e sono letteralmente svenuta col capo ciondoloni…in un ultimo barlume di coscienza tentavo di rimanere sveglia quando sentivo che l’Elaine era priva di sensi sul sedile posteriore e l’ho anche sentita fare un ultimo coraggioso tentativo chiedendo alla Betta (quando era palesemente già nell’aldilà dei sogni) di svegliarla se s’addormentava perché doveva rimanere anche qualcun altro sveglio oltre lei!
Volenti o nolenti, attorno alle 04.10 siamo arrivate finalmente alla fine dell’autostrada e siamo uscite per Firenze, in un ultimo scatto di inaspettata vitalità la Betta s’è messa a leticare con la macchinetta di pagamento automatico al casello “Questa puttana mi fa cercà gli spiccioli alle quattro di mattina!” ha sbraitato mentre mi lanciava il portafogli in faccia e ripartiva a 140 in prima…che dire…anche questa è fatta!
Adesso dobbiamo solo rientrare in fase vegetativa ed attendere…attendere nell’ombra, annidate nell’oscurità, intanate nella tenebra, celate dietro un velo d’innocenza fino alle prossima Laida, Lercia e Lutrumosa apparizione del Principe delle Maree…Ormonali!

Alla prossima gente!!
(continuate a seguirci su questi schermi)


Comments

( 8 comments — Leave a comment )
nanakomatsu
Mar. 14th, 2006 03:29 am (UTC)
oooohhh! Eccolo quello in Ita ed è ancora più lungo *___*
Ora me lo leggo tutto hihi (ok, dovrei dormire ma... devo leggere :D) Ho cominciato leggendo qui e là e letto solo 'è andato dalla raffie' siii siii e mi ha preso la mano e stretta fooorte *,* ahah ok la smetto di ripeterlo, ma capiscimi divento una fangirl 12enne ogni volta che ripenso, non capisco davvero più nulla hihi. E poi rotfl i commentini di Erica fanno moriiiiiire, in italiano sono ancora più nature (non dimenticherò mai il suo 'LO AMMAZZO' ahah) voglio tornare lì! Voglio che venga a roma, così ci vieni pure tu! Voglio Luglio per andare a Londra! Insomma lo voglioooo bastaaaaa ;P
Thanks luv! *hugshugs*
ladymarmalade77
Mar. 14th, 2006 04:52 pm (UTC)
Ieri sera quando me lo ha letto in conference, prima di mandarmelo dal computer di Sandruman, per poco non mi vengono le convulsioni dal ridere *ROTFLMAO*
Ahhhh, come ti capisco...come ti stringe la mano lui, nessun altro al mondo ;-D ....quella manina calda e morbida come il culetto di un neonato *.*
Anch'io vorrei!...vorrei!...vorrei!...ma non posso :'(
Vorrà dire che vi coadiuverò come posso dalla mia sede distaccata di Langley *LOL*
Grazie a te sweetie!
*huge hug*
alles_aus_liebe
Mar. 14th, 2006 01:43 pm (UTC)
Oooh in italiano!!!!!! Meglio, grazie, così faccio prima.... ;-pppp

Leggo e poi commento!

Cmq...grazie!!!!!
alles_aus_liebe
Mar. 14th, 2006 04:17 pm (UTC)
*rotfl*
Grandissimo resoconto!!!! Sono morta dal ridere!!!!!!!!!!

Grazie x aver condiviso e W Orli!!!!! ^_____-
ladymarmalade77
Mar. 14th, 2006 04:57 pm (UTC)
Belda è fuori come un balcone, ma è assolutamente esilarante! Riesce a farmi piangere dal ridere ogni volta con i suoi reportage.
Grazie a te per aver speso un pò del tuo tempo per leggerlo! ^_^'''''''''''''
W Orlando sempre e comunque!!!!! ;-D
miss_muffin71
Mar. 14th, 2006 08:17 pm (UTC)
Adoro l'Erica!!
ewyn
Jul. 30th, 2006 09:00 pm (UTC)
La prossima volta vengo anche IO!!!!!!
Non mi scappa piu'.. Almeno lui....
miss_muffin71
Aug. 31st, 2006 10:23 pm (UTC)
Certo, la prossima volta 'metodo Raffie', lo leghiamo alle transenne e ce lo portiamo in albergo:-P
( 8 comments — Leave a comment )